OSPEDALE TRECENTA (ROVIGO) L’ex assessore provinciale alla salute Guglielmo Brusco interviene sulla situazione della sanità Altopolesana. “Ci sarà una protesta dei sindaci?”

“Servizi tagliati al San Luca. Altopolesani costretti ad emigrare”

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Non solo la situazione del Pronto Soccorso di Rovigo e Trecenta (LEGGI ARTICOLO), all’ex assessore provinciale alla salute Guglielmo Brusco preme sottolineare l’intera situazione in cui versa la sanità Altopolesana e fa una disamina dei servizi che, a suo dire, sarebbero stati man mano smantellati al San Luca  



Trecenta (Ro) – “La mia non è polemica elettorale. Io non intendo presentarmi candidato alle prossime elezioni comunali di Trecenta. Però in questi giorni mi sono recato più volte all’ospedale di Rovigo, per visitare una mia cara famigliare, ricoverata per intervento chirurgico programmato di protesi all’anca. E non posso tacere”. Inizia così l’articolato commento dell’ex assessore provinciale alla salute Guglielmo Brusco, esponente di Rifondazione Comunista che alla luce della sua ultima esperienza in ospedale a Rovigo, coglie l’occasione per ricordare tutti quelli che, a suo dire, sono i servizi di fondamentale importanza cancellati a Trecenta.

“Nonostante le molte parole spese dal duo Compostella-Contato in merito al San Luca da molto tempo, a Trecenta la chirurgia programmata  per  protesi all’anca non si fa più. Questo tipo di intervento adesso va fatto a Rovigo o in qualche struttura privata, come quella di Porto Viro o S. Maria Maddalena – commenta Brusco – Il tutto avviene non come fatto isolato. Tra le altre cose gravissime successe al San Luca, quello che doveva essere l’ospedale degli altopolesani, c’è stata anche la chiusura del reparto di Ostetricia Ginecologia (e sarebbe interessante sapere dove partoriscono le mamme dell’Alto Polesine, oltre le poche che vanno a Rovigo); il drastico ridimensionamento di reparti come quello medicola perdita di diversi interventi per chirurgia programmata come le protesi all’anca; il drastico ridimensionamento di Otorinolaringoiatria, che per anni ha visto il San Luca essere punto di riferimento non solo polesano; l’indebolimento della struttura di Oculisticala drastica riduzione di prestazioni di endoscopia che erano un fiore all’occhiello del San Luca; la perdita di interventi di Pronto Soccorso al fine settimanala chiusura del reparto di Riabilitazione Peumologicail taglio di decine di posti letto per acuti, tra i quali anche quelli dell’Area Medica”. 

“Inoltre ora si parla della paventata chiusura o drastica riduzione del servizio ospedaliero di diabetologia. Sarebbe anche interessante capire perché a Trecenta non ci può essere una risonanza magnetica e se corrisponde al vero che a partire dai prossimi mesi, almeno parte importante delle prestazioni Tac, saranno usufruibili solo dai pazienti interni al San Luca e non anche dalle persone non ricoverate. E in che stato e quale anzianità hanno certi ventilatori ed ecografi trecentani?”.

“Nei giorni in cui ho visitato la mia famigliare a Rovigo, ho visto altri cittadini di Trecenta che hanno ricevuto prestazioni all’Ospedale di Rovigo. Che brutto dover emigrare pur avendo una struttura come il San Luca (in molte parti più moderno come impianto dell’Ospedale di Rovigo), per gran parte inutilizzata a fini sanitari. Tra le altre cose, a Rovigo ho potuto vedere incroci nella stessa stanza, tra pazienti con diverse patologie, ho sentito tra l’altro commenti molto attenti sui privatizzati servizi di pulizia e di preparazione dei pasti, con allegata nostalgia a quando pulizie e cucina erano gestiti direttamente dagli ospedali pubblici. Ho sentito invece convinti complimenti per il personale costretto purtroppo a lavorare in condizioni molto difficili”.

“Per parlare non solo del San Luca, ma anche del servizio Pronto Soccorso di Rovigo e Adria, chiedo inoltre: perché l’Ulss Polesana non riesce ad avere un sufficiente numero di medici propri, per il Pronto Soccorso? Bisogna avere dei requisiti particolari per essere ammessi a questo delicatissimo servizio? Perché se così non fosse, siamo certi e viene costantemente verificato che tutti i medici forniti da agenzie private per i nostri Pronto Soccorso, abbiano i requisiti richiesti a quelli pubblici? Per la difesa del San Luca e dei servizi dei  Pronto  Soccorso, sono anche certo che ci sarà una immediata e forte protesta da parte dei sindaci di Trecenta e Fiesso Umbertiano. O no?”.

9 gennaio 2018




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