CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria intervengono sulla vicenda che sta scuotendo Adria

"Ci sono responsabilità politiche sulle quali riflettere"

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Si parla, ancora, del caso dell'azienda Coimpo, con Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria che propongono una riflessione



Adria (Ro) - "L’analisi dell’anno che si è appena concluso  offre agli adriesi diversi argomenti che meriterebbero riflessioni approfondite, specie da chi ha ruoli politici". Lo spiega la nota di Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria.

"In particolare la vicenda Coimpo - prosegue la nota - impone alcune considerazioni di carattere generale che vanno oltre le pur pesantissime questioni ambientali con le relative implicazioni penali. Occorre, infatti, seriamente riflettere  sui comportamenti di quelli che nel corso degli anni e a vari livelli hanno interagito con l’azienda di Ca' Emo e porsi alcune domande".

"Innanzi tutto bisognerebbe chiedersi se le istituzioni o, meglio, i rappresentanti delle istituzioni siano stati all’altezza del ruolo ricoperto. Ci si dovrebbe interrogare sui danni prodotti da una certa politica che in genere tende ad agevolare gli amici e che è sempre disposta ad offrire scorciatoie per incoraggiare investimenti  il cui costo viene pagato dal territorio, che chiude gli occhi per ottenere un risultato immediatamente spendibile in termini di consenso, compromettendo il futuro di una intera  comunità".

"Le gravi responsabilità politiche di quelli che hanno consentito nel tempo che si avviasse un’attività di quel tipo in zona agricola, che la stessa si sviluppasse, che operasse impattando in maniera significativa sull’ambiente,  hanno avuto ed hanno  forme diverse. C’è stato chi colpevolmente  ignorava i problemi, chi , conoscendo i  rischi, era convinto che  tutto  potesse filare sempre  liscio, chi, sapendo che la situazione era critica, sperava che le criticità passassero inosservate,  chi,  per appoggiare l’azienda, si impegnava a minimizzare e si dedicava a indicare sempre un qualche aspetto positivo prevalente.   Il risultato è stato che, nonostante fosse noto come i campi trattati da certi fanghi risultassero tutt’altro che floridi, la messa in discussione di quell’impianto è sempre stata un tabù perchè chi osava mettere il naso tra quegli odori veniva emarginato o, peggio, cancellato".

"Ma la politica è lo specchio della società e allora bisogna interrogarsi anche sul comportamento dei cittadini. Quanti hanno preferito essere risarciti dei disagi attraverso il finanziamento della locale squadra di calcio o della sagra paesana con tanto di porchetta? Quanti si sono trincerati dietro una indefinita neutrale equidistanza? Quanti sono rimasti indifferenti, pensando che l’attività di stoccaggio, trasporto, smaltimento e sversamento dei fanghi non interessasse la loro salute e quella dei loro figli?".

Bisogna, però,  allo stesso tempo ricordare che, così come nel mondo politico adriese c’è stato anche  chi all’interno delle diverse forze politiche si è opposto alla logica del 'lascia fare',  non accettando alcun tipo di sostegno proveniente da quell’azienda e, anzi,  mettendone in evidenza  tutte le criticità anche per contrastare l’ampliamento richiesto, il numero dei cittadini che hanno smesso di distogliere lo sguardo e hanno finalmente preso coscienza negli anni è risultato crescente".

"Questo deve far riflettere e deve farci capire che l’esercizio della cittadinanza attiva da parte di tutti e l’assunzione di responsabilità di chi fa attività politica sono  gli elementi  cardine per tutelare il bene comune. Per evitare che vicende analoghe a quella della Coimpo si ripetano è necessaria una profonda e convinta consapevolezza.  La consapevolezza che  dovremmo impegnarci  in modo non estemporaneo, ma in maniera precisa e continua,  nell’azione di controllo e di proposta se vogliamo veramente consegnare alle generazioni future un luogo  migliore di quello che ci è stato affidato".

10 gennaio 2018




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