IL PROCESSO ROVIGO Arrestato a maggio, arriva il momento della verità per il marocchino di 24 anni, clandestino in Italia

Aggredita sessualmente da un clandestino all'uscita dalla chiesa

Fondazione Cariparo Culturalmente

Dopo l'arresto di maggio (LEGGI ARTICOLO), nella mattinata di giovedì 11 gennaio è arrivata la condanna, comunque a una pena inferiore a quella domandanta dall'accusa, per il marocchino di 24 anni, clandestino in Italia, che avrebbe cercato di molestare sessualmente una donna all'uscita da messa



Rovigo - Sotto processo si trovava un marocchino di 24 anni, clandestino in Italia, che avrebbe aggredito sessualmente una donna all'uscita dalla chiesa, a Villa Estense, nel Padovano, subito oltre il fiume Adige. I fatti risalgono a maggio scorso. 

Le contestazioni a carico del giovane erano pesanti: violenza sessuale, a seguito di quello che avrebbe fatto quel pomeriggio il marocchino 24enne, in Italia senza fissa dimora, incensurato, irregolare. Si sarebbe scatenato contro una donna di 33 anni, che si trovava in chiesa, originaria dell'Est Europa, come il marito. 

All'ingresso della canonica, secondo le contestazioni l'avrebbe afferrata con forza per un braccio, palpeggiandola ripetutamente. Nonostante il deciso rifiuto e le urla della donna che tentava di respingerlo, l’aggressore, non ancora appagato, le avrebbe le proprie parti intime desistendo solo quando la vittima riusciva a divincolarsi e a chiedere aiuto. 

Lo aveva messo in fuga il marito della donna. In quell’istante stava transitando una pattuglia della stazione carabinieri di Carmignano di Sant’Urbano alla quale la vittima, apparsa subito in forte stato di agitazione, raccontava l’accaduto. Il malvivente, che nel frattempo si era ricomposto e si era dileguato a bordo di una bicicletta, era stato bloccato nell’immediatezza dai militari, dopo avere percorso poche decine di metri.

Lo straniero era stato arrestato e portato in carcere a Rovigo. Nel pomeriggio di giovedì 11 gennaio è arrivata la sentenza di primo grado. Il 24enne era difeso dall'avvocato Gianluca Pertoldi di Rovigo, che è riuscito a ridimensionare, di molto, la portata dell'accusa. A fronte di una imputazione che parlava di violenza sessuale pluriaggravata, con lesioni, seppure lievi, per una trattenuta per il braccio che avrebbe  provocato ecchimosi alla donna, non solo sono cadute le aggravanti, ma è stata riconosciuta anche l'ipotesi lieve del reato principale contestato.

La portata finale della pena, che nelle richieste del pubblico ministero Sabrina Duò superava i tre anni, è stata ricondotta a 2 anni e 2 mesi, a quanto emerge dal dispositivo letto dal presidente Angelo Risi, con giudice a latere Silvia Varotto e Raffaele Belvederi.

11 gennaio 2018




Correlati:

Bagno e Calore - Caminetti e Stufe