CASO COIMPO ADRIA (ROVIGO) Intervento deciso e diretto dell'assessore Giorgia Furlanetto, che interviene mentre Massimo Barbujani stava rispondendo alla domanda di una cittadina

L’assessore interrompe il sindaco, "Su fanghi e terreni non possiamo darvi rassicurazioni"

A destra il sindaco Barbujani e Giorgia Furlanetto
Fondazione Cariparo Culturalmente

"Non possiamo rassicurare nessuno. Perché nessuno sa davvero cosa ci sia dentro quei silos. Quel tavolo tecnico è stato una presa in giro". Un intervento durissimo, quello dell'assessore all'Ambiente del Comune di Adria Giorgia Furlanetto, fatto quando già il sindaco stava rispondendo alla domanda di una cittadina e pareva avesse cominciato a farlo in maniera, appunto, più rassicurante. Il tutto nella cornice dell'incontro organizzato a Ca' Emo, nella sede del centro parrocchiale, per parlare della questione Coimpo (LEGGI ARTICOLO)


 

Adria (Ro) - L'incontro è quasi finito, quando Doriana Barion, una signora calma - a differenza di tanti altri che hanno preso parte alla serata - compita ed estremamente educata, prende il microfono per porre una domanda al sindaco Massimo Barbujani. "Io vorrei sapere  - esordisce - sempre se me lo può dire, se ne è a conoscenza, se ci sia pericolo per quei fanghi e quei rifiuti spanti nei campi siano pericolosi, perché abito a circa un chilometro".

Il tutto nel quadro dell'incontro convocato per la serata di giovedì 11 gennaio, nel centro parrocchiale di Ca' Emo, per fare il punto sulla situazione del caso Coimpo. Il tutto all'indomani della grossa inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Venezia che ha portato all'arresto di sei persone, mentre in tutto sono 41 quelle indagate (LEGGI ARTICOLO)Inchiesta che ipotizza una attività di spandimento di fanghi da depurazione sui terreni agricoli avvenuta senza che fossero stati compiuti tutti i trattamenti previsti dalla legge. Coimpo, appunto, si occupa - o meglio si occupava, visto che, al di là del sequestro, le autorizzazioni sono revocate - di trattare questa tipologia di rifiuti.

Legittimo quindi che i residenti nelle vicinanze dei campi sottoposti a sequestro, che comunque non esauriscono il numero di quelli sui quali ci sarebbero stati spandimenti, si domandino cosa sia finito sul terreno, cosa poi vi sia cresciuto e, magari, in ultima istanza, cosa sia finito sulle loro tavole.

La signora Barion, di fatto, è stata quindi interprete dell'interrogativo e della paura principale della frazione. Ha cominciato a rispondere il sindaco Massimo Barbujani, facendo riferimento a un verbale di Arpav, l'Agenzia regionale protezione ambiente del Veneto, che si occupa anche di campionamenti, analisi e misurazione di eventuali inquinanti, nel quale si sostiene che, al di là delle considerazioni penali, nel sito di Coimpo non ci dovrebbe essere nulla di pericoloso. Rifiuti speciali sì, pericolosi no, hanno sempre detto gli addetti ai lavori. 

E' a questo punto che ha preso la parola l'assessore Furlanetto, bloccando a metà una risposta che, di fondo, pareva destinata a rassicurare, e intraprendendo una strada ben meno tranquillizzante e accomodante. "Non possiamo rassicurare nessuno. Perché nessuno sa davvero cosa ci sia dentro quei silos. Quel tavolo tecnico è stato una presa in giro", ha detto, riferendosi anche a quanto emerso, appunto, nel tavolo di confronto tra i vari enti, al quale ha preso parte anche Arpav. "Il mestiere di una pubblica amministrazione non è quello di rassicurare le persone, se non può farlo per certo. E noi non possiamo".

 

11 gennaio 2018




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