AMBIENTE ROVIGO I giorni di sforamento dei limiti di Pm10 consentiti, rilevati dalla centralina del capoluogo nel 2017 sono stati 80. Per legge, non si dovrebbero superare i 35 giorni di sforamento l’anno

Nel capoluogo, polveri sottili al doppio rispetto al massimo di legge

Deltablues 2018

I dati dell’Arpav parlano chiaro: la città di Rovigo, nel 2017, è rimasta sotto una coltre di polveri inquinanti per 80 giorni in un anno, quando il limite consentito di sforamenti annuale risulterebbe, per legge, 35 giorni. Più del doppio



Rovigo – Ancora una volta siamo tra i primi posti di una classifica che non ci fa onore. Parliamo di Pm10, le polveri inquinanti, rilevate dalle centraline dell’Arpav dislocate sul territorio Veneto. Un valore per il quale l’agenzia regionale tira le somme ogni anno. E i dati riguardanti gli sforamenti del valore consentito durante il 2017, c’era da aspettarselo, non sono per nulla confortanti. Certo, c’è chi è messo peggio di noi, in particolare il bacino padano. Ma Rovigo guadagna comunque il settimo posto su 29 centraline classificate con 80 giorni di sforamenti in un anno, quando il limite consentito si ferma a 35 giorni l’anno.

“Il 2017 è stato un anno piuttosto difficile per le polveri – spiega l’agenzia regionale – Durante i mesi invernali si sono instaurati lunghi periodi di stabilità atmosferica con scarse piogge, che hanno favorito l'accumulo del particolato (Pm10) nei bassi strati dell'atmosfera. L'anno risulta particolarmente critico specialmente se confrontato con il 2016, caratterizzato invece da un inverno più piovoso, con frequenti episodi di pulizia dell'atmosfera”.

Per quanto riguarda la media annuale dei livelli di Pm10 il cui valore limite è 40 μg/m3, Rovigo si posiziona poco sotto il limite consentito, ovvero a 37 μg/m3.

 

18 gennaio 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento