SANITA' E SERVIZI ADRIA (ROVIGO) Duro atto di accusa del comitato in difesa dell'ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari, dopo due decreti pubblicati dal direttore generale

"Ci stanno colonizzando e penalizzando"

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I bassopolesani si sentono penalizzati dalle recenti decisioni prese dall'Ulss 5 polesana, frutto dell'assorbimento della ex Ulss 19 da parte della ex Ulss 18. Decisioni che avvertono come la conferma di una crescente colonizzazione della sanità deltina, che rischia di perdere, secondo il comitato, le sue eccellenze

Adria (Ro) - "Il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella, ha già emanato due deliberazioni contenenti le assegnazioni degli incarichi dirigenziali e quelli di unità operativa complessa. E ci ha tenuto a penalizzare il nostro Distretto, inserendo dirigenti provenienti da Rovigo, confermando, tra l'altro, gli interim per ostetricia – ginecologia, pediatria e radiologia". E' l'analisi che, della situazione, fa il comitato in difesa dell'ospedale di Adria e dei servizi sociosanitari. Una analisi, evidentemente, non positiva.

“Questo, a meno di ulteriori provvedimenti entro il mese corrente, potrebbe determinare un ingessamento delle attività nel basso Polesine. Insomma, è stato valutato il merito di un'azienda Ulss, la disciolta 18, dove, in vent'anni, si è creato un buco di bilancio, a scapito di chi, invece, ha chiuso i battenti in utile e garantendo sempre servizi di alta qualità. Ciò, pur dovendo gestire un territorio difficile, penalizzato sotto l'aspetto dei finanziamenti nazionali e regionali. Un territorio e una sanità, quella della disciolta Azienda Ulss 19, che, pur tra le mille difficoltà, ha saputo rivelare preziose eccellenze".

"Ormai, il processo di colonizzazione della nostra sanità è quasi completo. Ce ne rendiamo conto per le continue criticità: operatori promessi ad Adria che, una volta assunti, vanno a prestare la loro opera a Rovigo, medici ancora in fuga (un otorino, che, presumibilmente sarà sostituito, un radiologo, per la cui sostituzione l'Azienda sarebbe in alto mare), calendari di prenotazione ancora, per certi versi, misteriosi, liste d'attesa che rispettano i parametri solo ricorrendo in modo significativo ai privati convenzionati. E tutto questo mentre poco o niente si muove tra i nostri amministratori e i politici locali".
19 gennaio 2018




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