ACQUEVENETE ROVIGO La prima assemblea dei soci ha nominato i nuovi amministratori, il collegio dei revisori e visto l'insediamento di tutti gli organi di controllo. All'uscita, sui parabrezza, i soci hanno trovato una lettera di contestazione

Squadra dell'acqua al completo, Bergamin vicepresidente

ELEZIONI - Adria - Fratelli d'Italia Forza Adria

Acquevenete spa ha un nuovo consiglio di amministrazione: a eleggerlo, nel pomeriggio di venerdì 19 gennaio, la prima assemblea dei soci dei 110 sindaci del nuovo gestore del servizio idrico integrato, frutto dell’aggregazione tra Cvs e Polesine Acque. Ma non solo, l’assemblea nomina anche il collegio sindacale, ratifica i compensi e approva il bilancio previsionale 2018. All’uscita, tutti i sindaci si sono trovati una lettera sul parabrezza che contesta la “bontà”della fusione


 

Rovigo – Si è svolta in sede a Monselice la prima assemblea dei soci di Acquevenete, che ha ratificato la lista di amministratori preparata la scorsa settimana (LEGGI ARTICOLO). La assemblea intercomunale propedeutica all'ordinaria è stata presieduta dal sindaco di Lendinara, Luigi Viaro, che rimarrà in carica per tre esercizi. I soci, a maggioranza assoluta, inoltre, hanno deliberato la composizione del collegio sindacale che vede Angelo Capuzzo presidente accompagnato da Raniero Mazzucato e Angela Vallese.

“Nell'ottica della più rigida applicazione del decreto legge Madia – afferma il neo presidente di Acquevenete Piergiorgio Cortelazzo – abbiamo aumentato il numero dei componenti ma ridotte le spese sia dell'organo amministrativo che del collegio sindacale della società. Si passa da 84mila euro spesi per i due ex cda ad un tetto massimo deliberato di 80mila che però ad oggi ne vedrà impegnati solo 44mila euro destinando i 36mila rimanenti ad economia”.

I 110 soci hanno deciso infatti la ripartizione del compenso che vedrà 26mila euro destinati al presidente Cortelazzo e 9mila euro cadauni per i 6 consiglieri con la specifica che qualora il consigliere ricevesse già un emolumento da incarico pubblico superiore ai 9mila euro non percepisca alcunchè da Acquevenete. Porteranno a casa l’emolumento, tra i sei consiglieri, quindi, solo Alessandro Ferlin e Anastasia Nariuzzi.

Il sindaco di Ceregnano Ivan Dall'Ara, nominato presidente della assemblea straordinaria Ato Polesine, votando la ripartizione dei compensi del cda ha augurato quindi al presidente Cortelazzo di trovare presto un incarico da parlamentare per poter risparmiare ulteriori 26 mila euro. Una battuta alla quale il presidente risponde ridendo: “Grazie sei un amico”.

Piccoli ritocchi anche per il collegio sindacale che da 31mila euro passa a 29mila euro così ripartiti: 13 mila al presidente Angelo Capuzzo e 8mila a testa per Vallese e Mazzucato.

“Ci attende ora un anno di grande lavoro, avviato sin dal primo giorno di operatività della società. Il nostro impegno, tracciato molto chiaramente nel Budget 2018, è dimostrare quanto la fusione sia una scommessa vinta per il nostro territorio, e provarlo con i fatti: dai 29 milioni di euro che investiremo nel corso dell’anno per nuove opere, alla riduzione delle bollette”, commenta il presidente Cortelazzo. La prima assemblea dei soci di Acquevenete ha infatti approvato anche il bilancio di previsione per l’anno 2018, già presentato agli azionisti lo scorso 15 dicembre (LEGGI ARTICOLO) e confermato in tutti i suoi punti chiave. Il Budget prevede al 31/12/2018 un valore della produzione di oltre 86,5 milioni di euro. Al centro del Budget, la forte spinta sugli investimenti, una sostenibilità economico-finanziaria che contempla la riduzione tariffaria per gli utenti di Acquevenete, e infine lo sviluppo di progetti speciali per aumentare gli standard di qualità tecnica e di qualità dell’acqua.

Per l’Ato Bacchiglione il budget 2018 di Acquevenete prevede 15,227 milioni di euro di investimenti, mentre per l’Ato Polesine 13,717 milioni di euro per nuovi lavori. Il budget 2018 è stato impostato per prevedere anche, come annunciato al momento della fusione, una riduzione tariffaria nell’ordine del 2%. La tariffa non viene stabilita dal gestore, ma determinata dall’autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico su proposta del consiglio di bacino: il budget Acquevenete dimostrerebbe la sostenibilità di tutti i costi operativi e la copertura dei fabbisogni finanziari per far fronte agli investimenti, prevedendo espressamente una riduzione dei ricavi derivanti da tariffa. In pratica, circa un milione e mezzo di euro a cui Acquevenete “rinuncerebbe” per abbassare le bollette.

Al centro del Budget infine alcuni importanti progetti speciali: il Water Safety Plan aziendale, lo Smart Metering e i sistemi di ricerca delle perdite in rete. In particolare, il Water Safety Plan include studio e ricerca su nuove metodologie di trattamento degli inquinanti emergenti, oltre a una analisi del rischio sismico dei serbatoi pensili.

All’uscita dalla prima assemblea dei soci di Acquevenete, tutti i partecipanti hanno trovato una lettera sul parabrezza. Un presunto esposto alla Procura che porta la firma di Diego Boscarolo e Luca MartinelloUn presunto esposto che solleva dubbi sulla sostenibilità dell’operazione di fusione tra Cvs e Polesine Acque tanto da chiedere alla Procura se non si possa rilevare l’ipotesi di danno erariale. Ma il presidente Cortelazzo risponde: “Siamo abituati alle contestazioni visto che vi è una parte della Bassa Padovana che non ha mai condiviso il progetto di fusione. Ma posso assicurare che nei processi che hanno portato alla fusione non siamo stati chiari, ma cristallini”.

19 gennaio 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Animazione estiva Baseball Camp 2018