ISTRUZIONE PORTO TOLLE (ROVIGO) Gli studenti delle classi 2C e 5A dell’ Ipsia Colombo hanno incontrato Matilde Montinaro, sorella di Antonio, capo scorta di Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci

Così è morto un uomo dello Stato

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Il peso della morte di un fratello a 29 anni che era anche marito, papà e modello di vita: questo ha fatto trasparire Matilde Montinaro, sorella di Antonio Montinaro, capo scorta di Giovanni Falcone e tragicamente ucciso nella strage del 23 maggio 1992 a Capaci, agli studenti delle classi 2C e 5A dell’ Ipsia Colombo di Porto Tolle


Porto Tolle (Ro) - Incontro straordinario ed emotivamente coinvolgente quello vissuto dagli studenti delle classi 2C e 5A dell’ Ipsia Colombo di Porto Tolle nella mattinata del 26 gennaio quando, all'interno del progetto proposto da Avviso Pubblico e Libera, hanno avuto l'occasione di conoscere Matilde Montinaro, sorella di Antonio Montinaro, capo scorta di Giovanni Falcone e tragicamente ucciso nella strage del 23 maggio 1992 a Capaci.

Aveva 29 anni, sposato, due bimbi piccoli. Questi particolari hanno di fatto ghiacciato gli studenti ma non si sono defilati dall'ascoltare la testimonianza di una sorella che ha perso un fratello come se fosse successo in quel momento.
Esperienze, parole, immagini sono state fatte proiettare sul muro mentre Matilde diventata al tempo stesso mamma, amica, confidente, insegnante di questi alunni e dei loro docenti, faceva emerge e lo ha fatto, il vero volto di Antonio. Fratello, sposo, papà, amico, uomo dello Stato, fedele a Giovanni fino alla fine e fedele alla divisa che portava con semplicità e orgoglio, come simbolo di servizio e aiuto agli altri e all'altro e non di repressione.

“Modello di riferimento e di buon esempio - racconta - e non qualcosa che facesse capire il senso di potere perchè dentro ad una divisa trovi un uomo con i suoi limiti, le sue paure, le sue capacità ma sicuramente non la vigliaccheria”.
Il referente del progetto, il professore Vincenzo Boscolo, ha concluso l’incontro con queste parole: “Adesso tocca a studenti e docenti rendere viva nelle riflessioni, nella vita, nelle azioni quanto recepito e non pensare che la giornata del 26 gennaio sia stata un qualcosa di passeggero e basta. Coraggio ragazzi, mai avere paura. Antonio questo ce lo ha insegnato”.
30 gennaio 2018
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