LAVORO ROVIGO Sono ancora di più le assunzioni annuali rispetto alle cessazioni nel nostro territorio anche se, queste ultime, raggiungono cifre spaventose nel terzo trimestre 2017. A far da padrone, il contratto a termine

Persi altri 775 posti. Si assume ma solo a tempo determinato

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A comunicare i dati relativi al terzo trimestre 2017 è la Provincia, con il suo periodico "Provincia&Lavoro", dati rilevati dal Sistema informativo lavoro Veneto. Sconfortante il numero di cessazioni nel periodo in esame, 775 posti di lavoro persi, ma il saldo annuale continua ad essere positivo. Diminuiscono però i contratti a tempo indeterminato mentre aumentano contratti a termine, lavoro intermittente e tirocini



Rovigo - Anche se nel trimestre in esame, il penultimo del 2017, i posti di lavoro calano drasticamente nel nostro territorio, il saldo annuale continua ad essere positivo: +1640 posizioni di lavoro. Un dato che la Provincia, attraverso il suo periodico "Provincia&Lavoro" riportante i dati del Silv (Sistema informativo lavoro Veneto), commenta positivamente. Ma non c'è poi così tanto da gioire: i contratti in aumento, sarebbero infatti per lo più a termine, mentre quelli a tempo indeterminato continuano a diminuire.

La Provincia rileva, analizzando i dati, un "rallentamento nelle performace occupazionali anche se nel complesso il trend annuale continua ad avere un saldo in positivo. Un rallentamento nel territorio polesano è comune in linea con quello regionale. Dal confronto con le variazioni tendenziali del trimestre si rileva per Rovigo un incremento di assunzioni del 17,6%, un dato positivo che si colloca però al di sotto della media regionale (19,5%) ma nel contempo si rileva anche un aumento del 22,2% di cessazioni (veneto +26%)". Che in cifre significa che tra luglio, agosto e settembre, avrebbero perso il posto di lavoro in 11mila 385 mentre sarebbero stati assunti in 10mila 610, un saldo negativo pari a 775 posti in meno.

Un dato che, tuttavia, come ribadisce più volte nel suo elaborato la Provincia, non cambierebbe l'incremento annuale dei posti di lavoro che va a 1640 posizioni di lavoro in più in Polesine. Quindi in altre parole il saldo tra luglio e settembre è negativo, ma quello annuale no. Il risultato più brillante del trimestre in esame, è quello dell'Alto Polesine che raggiunge le 695 assunzioni in più. "Non si rilevano - spiega la Provincia - differenze tra le componenti italiane e straniere nel numero di cessazioni, ma sono in aumento quelle femminili".

Ma il dato più triste riguarda il tipo di contratto, in un Paese dove ormai il posto fisso è solo un miraggio. Ed anche in Polesine, come nel resto d'Italia, calano drasticamente i contratti a tempo indeterminato mentre crescono le assunzioni a tempo determinato. Infine, in crescita anche tirocini e lavoro intermittente.

31 gennaio 2018




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