POLITICA ADRIA (ROVIGO) Quattro consiglieri comunali - Luca Azzano Cantarutti, Barnaba Busatto, Daniele Ceccarello e Marco Santarato - chiedono la convocazione entro il 21 e tagliano ogni via di fuga

Nessuna scappatoia: ci sarà il giorno della verità

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Vada come vada, non sarà una situazione che possa trascinarsi sino a quando non ci sarà altra scelta che o mantenere in carica l'attuale amministrazione oppure subire un commissariamento di oltre un anno, con la possibilità di andare al voto amministrativo solo nel 2019. Se qualcuno lo pensava non aveva, evidentemente, fatto i conti con quattro consiglieri di Adria che, lo scorso 1° febbraio, hanno presentato una richiesta di convocazione del consiglio comunale, che quindi dovrà tenersi entro il 21. Prima, quindi, del punto di non ritorno individuato per il 24

Adria (Ro) - Il punto di non ritorno è il 24 febbraio. Se il sindaco Massimo Barbujani e la sua amministrazione non cadranno entro quella data, chi li farà cadere dovrà assumersi la responsabilità di tenere la città sotto commissariamento per oltre un anno, dal momento che non sarà possibile andare alle amministrative nel 2018, ma unicamente nel 2019. Una responsabilità che molti potrebbero non essere disposti a prendersi, visto che il commissario, nella propria gestione, si deve limitare all'ordinaria amministrazione, evitando quindi progettazioni a lungo termine e grandi investimenti.

E' uan scadenza che tutto il mondo politico ha chiara in mente, soprattutto alla luce dell'attuale fase di stallo. Col sindaco di Adria Massimo Barbujani chiamato a decidere cosa fare, dopo la bomba scoppiata in consiglio comunale lo scorso 17 gennaio (LEGGI ARTICOLO), quando Luca Azzano Cantarutti, consigliere comunale di Indipendenza Noi Veneto oltre che avvocato, ha rivelato alcuni atti dai quali, ritiene, emergerebbe una posizione non particolarmente limpida del vicesindaco Federico Simoni nel caso Coimpo. Nulla, allo stato, di rilevanza penale, ma comunque abbastanza, secondo molte forze, per esprimere un giudizio politico. Una sostanziale sfiducia politica al vicesindaco, con richiesta al primo cittadino di togliergli questo ruolo.

In sostanza, il messaggio lanciato al sindaco è stato chiaro: nulla contro di te, ma Simoni non può rappresentare la seconda carica della città. Al momento, il sindaco non ha ancora deciso cosa fare, tanto che anche nella mattinata di oggi Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria hanno lamentato questa situazione (LEGGI ARTICOLO).

Di sicuro, però, non si arriverà al punto di non ritorno - il 24 febbraio, appunto - trascinandosi, dal momento che si scopre ora che il 1° febbraio scorso quattro consiglieri di maggioranza hanno chiesto la convocazione del consiglio entro 20 giorni. Numerosi i punti all'ordine del giorno, tra Coimpo, Csa e Aia. Tutte tematiche importanti, ma mai come la verifica che arriverà quel giorno, quando, almeno nelle intenzioni di Cantarutti, Barnaba Busatto, Marco Santarato e Daniele Ceccarello, si dovrà decidere il destino di questa amministrazione. Allo stato, in mano al sindaco.

E a quelle componenti della maggioranza, come i quattro consiglieri, che votandolo contro di lui, potrebbero mandarlo a casa, qualora, sul caso Simoni, non arrivasse una decisione chiara.
 
4 febbraio 2018




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