CARABINIERI ROVIGO E VENEZIA Sgominato un gruppo che, secondo gli inquirenti, prendeva di mira i negozianti. Tra loro, anche un giovane rodigino

Rapine e violenza ai negozianti: tre "baby" in manette

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Una operazione dei carabinieri di Venezia che ha toccato anche un 22enne rodigino, finito in manette


 

Rovigo - Sono ritenuti responsabili di quattro rapine, consumate e tentate, nella terraferma veneziana i due giovani pregiudicati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Venezia Gilberto Stigliano Messutti, per anni giudice a Rovigo, ed eseguita nella mattinata odierna dai carabinieri del Nucleo investigativo di Venezia.

L’indagine, convenzionalmente denominata “Arancia Meccanica” e coordinata dal sostituto procuratore Rosa Liistro, ha riguardato una serie di rapine consumate in esercizi commerciali tra la fine del 2016 e il primo semestre 2017 e attribuite a una batteria di giovani che spesso agivano travisati e utilizzando modalità particolarmente violente, tanto da generare un altissimo senso di insicurezza nella popolazione.


Le misure cautelari odierne, peraltro, seguono un analogo provvedimento restrittivo emesso dal Tribunale per i minorenni di Venezia a carico di un 17enne di origini rumene (eseguito lo scorso 23 agosto) al quale sono attribuite due rapine in concorso con gli arrestati.

"In particolare - spiega la nota stampa dei carabinieri  l’attività investigativa ha consentito di acquisire concreti e inconfutabili indizi di colpevolezza a carico di Nicolas Di Ruocco, 20enne veneziano, e Luigi Garbin, 22 enne rodigino, entrambi pluricensurati per rapine, furti e altri reati, mentre sono ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria le posizioni di altri co-indagati per ulteriori, analoghi fatti delittuosi".


"I due maggiorenni, nonostante la giovane età, sono ampiamente noti alle forze dell’ordine per il loro curriculum criminale (il Di Ruocco si trova attualmente in carcere per una rapina consumata in piazza Mercato a Marghera il 6 novembre 2017, in danno di un cuoco bengalese, mentre il Garbin è detenuto per analogo delitto commesso il 6 giugno 2017 in una tabaccheria di Chirignago) e, in particolar modo il Di Ruocco, è già balzato alle cronache locali per aver fatto parte di una baby gang che, tra il 2014 e il 2015, ha imperversato nell’area mestrina con continue aggressioni in danno di stranieri, in particolare del Bangladesh".

Ad entrambi, unitamente al citato minore, sono attribuite la rapina a mano armata consumata il 15 febbraio 2017 presso il supermercato “Dipiù” di Via Berna a Marghera, dove i malviventi entrarono parzialmente travisati minacciando i commessi con un coltello e asportando 580 euro contenuti nelle casse (rapina ripresa dal sistema di videosorveglianza – immagini disponibili nelvideo dei Cc), e la tentata rapina alla tabaccheria di via Giovannacci a Marghera dove, non riuscendo ad asportare l’incasso, si accanivano con violenza sul proprietario, cagionandogli traumi multipli al capo ed al volto".

"Al solo Di Ruocco, invece, viene contestata la violenta rapina consumata il 28 dicembre 2016, presso la tabaccheria di Via San Donà a Mestre, dove il predetto assieme a due complici (uno dei quali alla guida dell’auto usata per la fuga, poi risultata rubata) ha asportato pochi spiccioli e colpito con vari pugni il titolare cagionandogli lesioni al capo e al volto con la perdita di due denti. Al Garbin, inoltre, è attribuita la rapina del 17 aprile 2017 presso il negozio Arcaplanet di Chirignago, dove entrava disarmato e a volto scoperto, prendendo il commesso per il collo e facendosi consegnare la somma di circa euro 200 presente in cassa (rapina ripresa dal sistema di videosorveglianza – immagini disponibili nel video dei Cc".



Chiaro il commento del comandante provinciale dei carabinieri: “Altri pericolosi rapinatori assicurati alla giustizia. Continuiamo con determinazione a perseguire l’obiettivo prioritario che ci siamo posti. Aumentare la percezione di sicurezza da parte dei cittadini nella loro vita quotidiana. I provvedimenti cautelari eseguiti oggi vanno sempre in questa direzione, così come gli arresti della scorsa settimana che ci hanno consentito di sgominare la banda di scassinatori di slot-machine. Avanti così”.

7 febbraio 2018




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