TRUFFA CASTELMASSA (ROVIGO) Pena leggera, 15 mesi sospesi, per l'ex dipendente del Comune. Si sarebbe appropriato della somma pagata da un privato per un loculo

Soldi delle tombe spariti, il caso è chiuso

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A gennaio era arrivata una condanna a due anni, sospesi (LEGGI ARTICOLO) per un episodio simile. Nella giornata di giovedì 8 febbraio nuovo caso, questa volta con una condanna a 1 anno e 3 mesi, sospesi. Si chiude in questo modo una vicenda incentrata sulla situazione di un 63enne ex dipendente del Comune che avrebbe trattenuto somme pagate dai privati per la concessione dei loculi nel cimitero del paese



Castelmassa (Ro) - L'accusa originaria era quella di peculato, riqualificata in truffa. E' arrivata una condanna a 15 mesi, sospesi, ma anche una assoluzione da una fattispecie di falso della quale il 63enne si trovava pure imputato. E' stata la decisione del Tribunale collegiale di Rovigo, presa a carico di un ex dipendente comunale, oggi in pensione.

In una occasione si sarebbe appropriato di una somma nell'ordine dei 3mila euro, pagata da un privato per la disponibilità di uno dei loculi del cimitero comunale. In una precedente udienza, di fronte al sindaco Eugenio Boschini, col Comune costituito parte civile, l'imputato aveva ammesso gli addebiti (LEGGI ARTICOLO). Aveva anche risarcito il privato, che di conseguenza aveva ritirato la propria costituzione di parte civile, e cominciato a risarcire il Comune.

La sentenza pronunciata dal giudice parla anche di un risarcimento da 10.400 euro nei confronti del Comune, rappresentato come parte civile dall'avvocato Stefania Tescaroli, oltre che del pagamento di spese legali per 3.800 euro. In precedenza, a gennaio, di fronte al giudice per le udienze preliminari lo stesso imputato, in rito abbreviato, aveva incassato una condanna a due anni, sospesi, per contestazioni molto simili. Ora, fatti salvi eventuali appelli, la vicenda dovrebbe essere esaurita.

Determinante la mossa della difesa che, affidata all'avvocato Ezio Conchi, è riuscita a dimostrare come all'ex dipdendente non si potesse contestare il peculato, non essendo incaricato di pubblico servizio, portando quindi alla derubricazione del reato contestato in truffa, con pena decisamente più lieve.

8 febbraio 2018
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