IL CASO A PORTO VIRO (ROVIGO) In due condannati, altri due patteggiano, una quinta posizione verrà esaminata a marzo. Operazione dei carabinieri

Soldi falsi anche nel passeggino. Il momento della verità

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Dopo l'arresto dello scorso 23 agosto (LEGGI ARTICOLO), per gli imputati è arrivato il momento del rinvio a giudizio


orto Viro (Ro) - Gli arresti erano scattati nella tarda serata del 23 agosto scorso, a Porto Viro, dove i carabinieri del Nucleo operativo assieme ai militari della Stazione di Porto Viro avevano arrestato per spendita di banconote false in concorso tra loro; F. M., 1993 di  Porto Viro (Ro);    M. F., 1974, di Rosolina (Ro); D. L., 1976 di Casoria (Na); M. S., 1984, donna di Porto Viro; S. M., 1979 di Porto Viro, che si trovava già sottoposto al regime degli arresti domiciliari.

Già qualche giorno prima, secondo questa ricostruzione dei fatti, segnalazione era arrivata ai carabinieri: due/tre ragazzi che avevano pagato con 50 euro falsi. I carabinieri erano quindi appostati da qualche giorno a Porto Viro alla ricerca di questi ragazzi, descritti in maniera anche abbastanza dettagliata. Nel pomeriggio di maercoledì 23 agosto, un'altra segnalazione: la titolare di un bar segnala che tre uomini e una donna avevano tentato di pagare con 50 euro, poi risultate false al controllo della sua macchinetta.

Alcuni militari avevano quindi raggiunto il bar facendosi descrivere i soggetti che erano entrati e che avevano tentato di pagare con i soldi falsi. Nello stesso tempo altri carabinieri in stretto contatto tra di loro, dopo aver capito chi erano i soggetti e come erano vestiti, li avevano prima trovati in giro per Porto Viro, probabilmente in cerca di un altro esercizio commerciale, e poi li hanno osservati e seguiti per un pò anche per capire come agivano i quattro soggetti.

 Dopo qualche minuto i quattro erano stati fermati ed identificati. Una volta in caserma sono stati perquisiti, rinvenendo, secondo le contestazioni, su D.L. 870 euro di vario taglio non false, probabilmente profitto del cambio delle banconote false. Sempre secondo le contestazioni, nel passeggino del figlio della M.S. erano state invece rinvenute, nascoste in vari posti, 40 banconote false da 50 euro, false perché tutte con identici numeri seriali. A questo punto i militari avevano deciso di perquisire anche le abitazioni dei quattro soggetti. Era stata effettuata la perquisizione a casa di S. M., soggetto sottoposto agli arresti domiciliari, dove abitualmente dimora M. F. A casa sua sarebbero state rinvenute ulteriori 95 banconote da 50 euro false sempre con identici numeri seriali nonchè 300 euro in banconote di vario taglio non false. 

Tutte le banconote erano state sequestrate. I quattro soggetti maschili erano stati portati in carcere a Rovigo mentre la donna, avendo il figlio, era stata sottoposta agli arresti domiciliari presso sua abitazione. 

Nella giornata di mercoledì 7 febbraio si è tenuta l'udienza preliminare, di fronte al giudice Alessandra Martinelli del Tribunale di Rovigo. D. L. e M. S. hanno scelto il rito abbreviato, incassando rispettivamente una condanna a 2 anni e 8 mesi e 1 anno e 8 mesi, mentre S. M. ed F. M. hanno patteggiato una pena di due anni. Pena sospesa unicamente per la donna, M. S., difesa dall'avvocato Alessandro Micucci. Altri difensori erano Michela Marangon e Ilaria Brandalese, in sostituzione dell'avvocato Passadore.

Unica posizione a non venire definita, per quanto figurasse tra quelle da trattare, quella di M. F. L'avvocato ha infatti rinunciato al mandato, facendo sì che venisse nominato un collega d'ufficio, Piergiorgio Ghiotti, che ha chiesto tempo per valutare la situazione. La posizione dell'ultimo dei cinque imputati è stata quindi stralciata e verrà definita nell'udienza di marzo.

8 febbraio 2018




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