COMUNE ADRIA (ROVIGO) Edoardo Zambon, responsabile coordinamento cultura del Partito democratico locale, invita l’amministrazione a concentrarsi su una pianificazione culturale 

“Teatro e cinema, la città merita dei progetti fattibili”

ELEZIONI - Adria - Fratelli d'Italia Forza Adria

Un’amministrazione che non ha nulla di programmato in ambito culturale, non ha progetti per il rilancio della città ed anche la mancanza di contributi ne è la testimonianza: così Edoardo Zambon commenta l’operato dell’amministrazione sul fronte cultura 



Adria (Ro) - “Inadeguata alla caratura della città, non innovativa e senza una vera strategia”. Così la definisce Edoardo Zambon, responsabile coordinamento cultura del Partito democratico di Adria, la programmazione culturale dell’amministrazione comunale. 

“Ad Adria varie attività culturali sussistono ormai solamente per le singole buone iniziative che partono dalle associazioni e dall’impegno nel volontariato di molti cittadini - afferma - o da ricorrenze ormai storicizzate, che vengono gestite con superficialità da chi ora occupa palazzo Tassoni. Il nostro Comune nell’ambito culturale, non beneficia nemmeno del contributo degli altri enti amministrativi esterni dello stesso colore politico, che calendarizzano e concedono solo qualche raro evento alla città con risultati poco efficaci. Oltre alla Provincia anche la Regione ad Adria non è mai stata così assente, cosa paradossale se si pensa che per la prima volta il Polesine esprime un assessore regionale alla cultura, nella persona del leghista Cristiano Corazzari a cui la nostra amministrazione dovrebbe sempre fare riferimento”. 

Secondo Zambon alla città serve una regia autorevole che proponga un progetto complessivo e di largo respiro sul futuro culturale del territorio per affrontare temi fondamentali come ad esempio la gestione del teatro comunale, la soluzione al problema del cinema Politeama ormai chiuso e ancora su come affrontare l’opportunità del futuro Parco unico del Delta, il rilancio del centro storico-frazioni e la progettazione turistica. “Per la sua valenza storico-culturale, Adria dovrebbe proporre e contribuire alla creazione di un circuito di città non capoluogo di grande interesse artistico (come per esempio Chioggia, Monselice, Este, Montagnana, Cittadella, Legnago, Comacchio e Conegliano Veneto). Il tutto anche per dare nuove spinte al nostro museo archeologico e farlo entrare finalmente nelle attenzioni nazionali. - spiega - Tutto ciò dovrebbe essere tra gli obbiettivi primari dell’amministrazione anche per fornire opportunità lavorative e prospettive ai più giovani. Intanto, mentre la città è alla deriva come un natante in balia del mare, la giunta e quella maggioranza effimera sorta dopo le ultime elezioni amministrative sono lacerate da lotte tragicomiche, non passa giorno che i cittadini, sfogliando i giornali e i programmi delle iniziative delle altre realtà non vengano a conoscenza che fuori dal nostro territorio comunale il mondo sta andando avanti. Adria è ferma ai blocchi di partenza”.

 

“Dopo oltre un anno e mezzo dall’insediamento, come l’amministrazione pensa di affrontare la gestione culturale? - domanda - C’è almeno un canovaccio di progetto? La città e le sue frazioni stanno ancora aspettando. Servono risposte sulla futura gestione del teatro comunale che deve essere collegato ad un circuito nazionale, sulla possibilità di riavere in centro ad Adria un cinema Politeama funzionante, su come affrontare l’inserimento nel circuito del territorio del delta del Po, su come programmare un palinsesto di attrazioni estive, che sembra ad oggi a serio rischio, per attrarre potenziali visitatori. Così non si può andare avanti, serve quindi una presa di coscienza. Adria merita progetti concreti e fattibili, qualità nella gestione della cosa pubblica, non protagonismi inopportuni”. 

Per questo il Partito democratico adriese lancia un appello all’amministrazione comunale e alla maggioranza che la sostiene: “Se sono in grado, rendano noti i programmi che hanno per la città, - conclude Zambon - oppure si rendano conto che non si può continuare. Non bastano solamente qualche conferenza o evento a spot. Serve da subito pianificare le sfide del presente e cominciare ad agganciare le possibilità e i treni che si stanno continuamente perdendo”.  

8 febbraio 2018
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