SERVIZI SOCIALI ROVIGO La dura risposta della Cgil alla denuncia dell’assessore Patrizia Borile sull’aumento dei costi della tutela dei minori. “La causa, è l’assenza di una politica di investimento sui professionisti del servizio”

“Più bimbi in struttura? Colpa della politica”

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Il segretario della Fp Cgil, Davide Benazzo, risponde alle dichiarazioni dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Rovigo, Patrizia Borile, in merito all’aumento dei minori inseriti in struttura a carico de nostri Comuni (LEGGI ARTICOLO). “Sta cercando una causa? La colpa è di una Regione sorda ed assente che non investe nei servizi e nel personale che li faccia funzionare”



Rovigo – “A leggere certe dichiarazioni che lanciano allarmi sociali come quelli fatti dall’assessore di Rovigo in merito ai minori tolti alle famiglie e affidati alle comunità, si rimane disarmati. Una grande scelta strategica fatta nella nostra Regione anni fa che ha determinato che servizi come il consultorio familiare fossero dati in gestione alle Ulss in quella idea vincente che nell’integrazione socio sanitaria ha messo la nostra Regione all’avanguardia, negli ultimi anni è solo un ricordo”. Il segretario della Fp Cgil Davide Benazzo risponde duramente alle dichiarazioni dell’assessore ai servizi sociali del capoluogo Patrizia Borile, dopo la sua disamina in merito all’aumento del fenomeno dei minori in struttura nel territorio provinciale, connesso ad un aumento di costi a carico dei comuni” 

Smaltellamento ed esternalizzazione dei servizi, riduzione del personale, scarsa volontà della politica e delle amministrazioni di occuparsene, soprattutto in aree deboli e poco ascoltate come l’infanzia, questa è la causa che sta cercando l’assessore Patrizia Borile e che sta portando a far lievitare i costi – spiega Benazzo –. La medicina ci insegna che se vogliamo aumentare la salute, devo prima di tutto prevenire la malattia; se voglio evitare di ricoverare in ospedale, devo far di tutto per evitare che ci si arrivi (stili di vita, vaccinazione, screening, prevenzione). Ecco, nella tutela minori, servizio che i comuni delegano all’Ulss, sta succedendo il contrario”. 

“Da anni chi si occupa del settore sta denunciando questo dramma a livello regionale. Da troppo tempo chiediamo si assuma il personale necessario, ma senza concrete risposte da parte di una Regione sorda ed assente. Il risultato di un servizio che purtroppo arranca per la mancanza di risorse e strumenti si ripercuote sui bambini con la conseguenza che l’istituzionalizzazione del ‘problema’ diventa l’unica risposta. Il vero dramma è che questi ‘problemi’ sono bambini, spesso maltrattati e abusati, dove, se non agisci presto e con i necessari strumenti, non recuperi e, oltre al dramma personale che vivono, diventano un dramma sociale”. 

“Da mesi denunciamo la situazione dove il numero di personale, che già non rispetta nemmeno gli standard della legge regionale per fare le attività previste per il consultorio, si trova a dover gestire anche la tutela minori con tempi d’attesa e servizi non all’altezza della reale domanda – continua Benazzo –. A questo si aggiunga che, di fronte ai problemi che aumentano a causa della sostanziale modifica demografica e sociale, nulla si sta facendo per affrontarli e per creare le necessarie risposte, ben sapendo che i primi a pagare la povertà e i disagi sociali sono proprio i bambini. Il personale, oltre al fatto drammatico di non riuscire a dare le risposte necessarie alle situazioni che si affrontano, lavora con rischi professionali e personali altissimi”.

“Carissima assessore Borile, ed egregi sindaci di questa Provincia, se cercate una risposta al perché crescono i costi per la tutela minori, la risposta è l’assenza di una vera politica di investimento sui servizi e sui professionisti che li fanno funzionare. Se veramente volete dare una seria risposta che non sia solo di valutazione economica, si costruisca urgentemente un tavolo di concertazione tra tutte le parti interessate”.

9 febbraio 2018
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