VIOLENZA A STIENTA (ROVIGO) Arriva la condanna anche per le due presunte complici, dopo che l'imputato principale aveva incassato quattro anni e mezzo

Rapina e calci in faccia, arrivano condanne per tutti

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Lo scorso martedì 6 febbraio era arrivata una condanna a quattro anni e sei mesi per il principale imputato (LEGGI ARTICOLO). Esattamente una settimana dopo, per la stessa, brutale rapina messa a segno ai danni di un centro relax di Stienta, sono arrivate le condanne anche per le due presunte complici, a due anni pena sospesa, al termine del processo con rito abbreviato celebrato di fronte al giudice per le udienze preliminari Pietro Mondaini. Sullo sfondo di tutto, sempre quella rapina, che feroce, aveva scosso profondamente Stienta e non solo (LEGGI ARTICOLO)



Stienta (Ro) - Due anni a testa anche per le due presunte complici, con pena sospesa. Questa la sentenza letta nella mattinata di martedì 13 febbraio dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo. Una sentenza che arriva a una settimana di distanza da quella che aveva visto la condanna del principale imputato del medesimo episodio a quattro anni e mezzo.

Le imputazioni riguardavano l'assalto determinato e feroce, al Centro relax Tuina, che si trova a Stienta in via dell’Artigianato, andato in scena nella serata del 30 giugno scorso. I malviventi, tre mantovani - un uomo di 26 anni e due donne di 27 e 46 - avrebbero bloccato la giovane dipendente che li aveva fatti accomodare, per poi prenderla anche a calci e ginocchiate in faccia dopo un tentativo di resistenza.

La dipendente di 37 anni del centro relax, dopo che i tre clienti si erano rivelati rapinatori e avevano cominciato ad afferrare contanti e, cosmetici e profumo, avrebbe cercato di resistere. Per tutta risposta, sarebbe stata chiusa in uno stanzino, dal quale riuscì però a uscire. 

A quel punto il rapinatore la avrebbe presa per i capelli, trascinata nel piazzale di via dell’Artigianato antistante il Centro Relax Tuina, e presa a calci e ginocchiate in faccia, per poi scappare col bottino, nel quale è finito anche un cellulare.

Questa la ricostruzione sulla base della quale, poche ore dopo la rapina, erano stati arrestati dai carabinieri di Trecenta e del Nucleo operativo radiomobile di Castelmassa un uomo di 26 anni e due donne di 27 e 46 anni, tutti residenti nel Mantovano. Secondo questa ricostruzione, si erano presentati poco prima al centro Relax chiedendo un massaggio. Appena fatti accomodare, sarebbe cominciata la rapina.

La vittima aveva subito lanciato l’allarme, dopo avere memorizzato, nonostante le botte, il numero di targa. In breve, l’immediata reazione dei militari aveva consentito di bloccare la vettura dei tre, in fuga sulla strada regionale Eridania, dopo un inseguimento durato sino a Calto.

Per il 26enne, il giudizio abbreviato era arrivato nella mattinata di martedì 6 febbraio, quando è arrivata una condanna a quattro anni e mezzo. Una settimana dopo, nella mattinata di martedì 13 febbraio, le due presunte complici sono state condannate a due anni, con pena sospesa. La difesa, affidata all'avvocato Anna Osti di Rovigo, ora valuterà se proporre Appello, anche alla luce di una consulenza psichiatrica secondo la quale la più giovane delle due imputate, all'epoca della rapina, sarebbe stata del tutto incapace di intendere e di volere.

13 febbraio 2018




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