RIQUALIFICAZIONE EX OSPEDALE DELLA COMMENDA ROVIGO Il consigliere Ivaldo Vernelli del Movimento 5 stelle denuncia l’esistenza di una ipoteca “taciuta” sullo stabile. “Manderò le carte al Ministero, il Comune non può saldare il debito di Reale”. A rischio

"Ipoteca sull’ex Maddalena da 4 milioni di euro, a rischio il finanziamento da Roma"

Francesco Gennaro, Sandro Correggioli e Ivaldo Vernelli
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Una ipoteca del valore di circa 4 milioni di euro che peserebbe sull’ex ospedale Maddalena, rimasta “nascosta” nella partita del bando per la riqualificazione delle periferie urbane e che potrebbe quindi mandare a monte l’arrivo dei soldi dal Ministero. Una questione sollevata, documenti alla mano, dal consigliere comunale pentastellato Ivaldo Vernelli secondo il quale tutta la vicenda sarebbe strettamente collegata alla “risoluzione” del Polo Natatorio (LEGGI ARTICOLO). Il filo conduttore sarebbe la ditta Reale


Rovigo – “Al centro della discussione politica del Comune di Rovigo ci sono da anni due vicende che si intrecciano: il contenzioso con Veneto Nuoto e il piano di rinnovamento dell'area dell'ex ospedale Maddalena. L’elemento di congiunzione è la ditta Reale Mario Costruzioni srl, proprietaria dell’ex ospedale, insieme alla ditta Cefil, e unica ditta ancora in piedi socia di Veneto Nuoto. Sul Maddalena ci sono due pesantissimi gravami ipotecari non sanabili, senza una geniale operazione strategica. Operazione che vedrebbe in sintesi il pagamento di parte del debito di Veneto Nuoto ad Unipol Banca da parte del Comune, 2,3 milioni di euro, con i quali Reale riuscirebbe ad alleggerire l’ipoteca sul Maddalena. Oltre al fatto che non può essere il Comune a sanare l’ipoteca del privato, di questa ipoteca è stato informato il Ministero?”.

Sono le parole del consigliere del Movimento Cinque Stelle Ivaldo Vernelli che dopo aver effettuato una ricerca sui documenti ha organizzato una conferenza stampa, accompagnato dall’attivista Sandro Correggioli e dal capogruppo in consiglio comunale pentastellato Francesco Gennaro, per fare una ricostruzione dei passaggi fondamentali della vicenda, che vedrebbero, a suo dire, chiaramente, la questione Polo Natatorio e la questione ex Maddalena intrecciarsi perfettamente dalla fine di maggio 2016

“Il 25 maggio 2016 il Governo approva il Bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie – spiega Vernelli –. Il 28 giugno 2016 la Cassa di Risparmio di Rovigo invece di acquisire la proprietà dell'immobile ex ospedale Maddalena per la manifesta incapacità delle ditte Reale e Cefil di onorare l'ipoteca aperta nel 2006 concede agli inadempienti una onerosissima ristrutturazione del debito con scadenza nel 2026. Debitrice ai sensi dell’ipoteca in questione, che in realtà sono due, per un totale di circa 4 milioni di euro, lo stesso valore che l’Agenzia delle entrare riconosce il 22 dicembre 2017 nella valutazione degli immobili oggetto di scambio nel protocollo Comune-privati per la partecipazione al bando periferie urbane” (LEGGI ARTICOLO).

“Il 26 agosto 2016 il sindaco di Rovigo presenta domanda alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di accesso al Bando per la sicurezza delle periferie – continua Vernelli nella sua precisa ricostruzione della vicenda – Il centro dell'intervento è il recupero dell'ex ospedale Maddalena nonostante in precedenza l’area identificata come zona necessitante interventi urgenti fosse in realtà l'area dello scalo ferroviario. Nella relazione generale e la dichiarazione di conformità del Rup, non ci si addentra in alcun piano finanziario e si omette di dichiarare che oltre al vincolo della Soprintendenza l'immobile Maddalena è gravato dal 2006 da una pesantissima ipoteca che ne azzera il valore commerciale. Il 13 dicembre 2017 viene approvata la delibera di consiglio comunale che autorizza il sindaco a sottoscrivere la convenzione con la presidenza del Consiglio dei Ministri. Stranamente sembra non sia ancora pervenuta la stima dell'Agenzia delle Entrate in merito all'effettivo valore dell'immobile, un documento essenziale sottratto all'approvazione del consiglio. Arrivata solo dopo. E oggi sappiamo perché”.

“Nel frattempo la società Veneto Nuoto srl presenta il 7 aprile 2017 un atto di diffida e messa in mora nei confronti del Comune per imporre la revisione del Piano economico finanziario: in difetto il Comune può essere costretto a subire un contenzioso per oltre 8,5 milioni di euro. Il 5 luglio 2017 Asm Spa presenta al sindaco una proposta di acquisto di tutte le quote della Società di project financing Veneto Nuoto srl (nella quale la ditta Reale vanta il 16%, una partecipazione determinante, essendo l'unico socio ancora nominalmente non fallito o in amministrazione controllata) per un importo di 2,7 milioni di euro. Le quote di Veneto Nuoto srl sono gravate da pegno da parte di Unipol Banca a garanzia delle linee di finanziamento concesse e non saldate. La proposta di Asm spa naufraga nel vuoto, ma il sindaco annuncia ripetutamente che un accordo diretto con Veneto Nuoto srl è imminente e una società innominata sarebbe pronta a rilevare le quote”.

“Il preconsuntivo 2017 e il bilancio preventivo 2018 sono approvati dal consiglio comunale e dai revisori dei conti senza che sia formalmente rilevato il potenziale debito nei confronti di Veneto Nuoto srl e Unipol Banca srl. Se il salvataggio di Veneto Nuoto srl non dovesse riuscire la ditta Reale sarebbe immediatamente aggredita da Unipol Banca e l'ipoteca iscritta sull'ex ospedale Maddalena verrebbe di conseguenza ad essere riscossa dalla Cariparo. Che accadrebbe con il finanziamento statale per il Bando Periferie? Come si risolverà il puzzle senza far saltare per aria tutti i pezzi? Domani manderò l’ipoteca anche al Ministero. Se ho sbagliato, ma non credo, sono un cretino e mi dimetto”.

L'amministrazione comunale di Rovigo, a dicembre 2017, di fatto si era comportata come se la questione piscine fosse già risolta, tanto che l'avvocato Aldo Guarnieri presentò un esposto alla Procura della Repubblica (LEGGI ARTICOLO) che chiedeva di verificare se la ipotesi di falso in bilancio invocata da Vernelli durante il consiglio comunale fosse fondata o meno.

14 febbraio 2018
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