IL CASO AD ADRIA (ROVIGO) Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria pongono l'accento sulla situazione di molte famiglie: hanno i requisiti per ottenere l''impegnativa, ma il posto letto non arriva

"Hanno diritto alla casa di riposo, ma viene loro negato"

Deltablues 2018

Una situazione assurda, che per numerose famiglie equivale alla rovina economica: avere un anziano che ha tutto il diritto all'assistenza a carico del Servizio sanitario nazionale, tramite impegnativa, ma che non la ottiene. Un problema esteso a livello nazionale, che si fa sentire anche ad Adria, con i due schieramenti politici di Impegno per il Bene Comune e SiamoAdria che chiedono ai politici di mobilitarsi su questo fronte



Adria (Ro) - "L’inerzia dell’amministrazione Barbujani di fronte ai grandi problemi e opportunità della città è inaccettabile, come il vittimismo seguente che serve a malcelarne le gravi mancanze". E' il duro giudizio contenuto nella nota stampa di Impegno per il Bene Comune - Siamo Adria, che attacca l'amministrazione, concentrandosi in particolare sulla situazione del Csa, la Casa di riposo cittadina.

"Sono passati mesi di silenzio . prosegue la nota - da quando abbiamo proposto al sindaco che il consiglio comunale di Adria unito, maggioranza e minoranza, tracciasse politicamente il futuro del Csa, alla luce del progetto di Legge Regionale 25 sulle Ipab: puntare ad un’unica Casa di riposo per il Delta. Dobbiamo muoverci uniti per non trovarci annessi all’Iras di Rovigo, dati i pesanti debiti di quest’istituto. E’ più di un anno che chiediamo all’assessore Osti di relazionare sulla qualità dell’assistenza scelta dal direttore Badiale, dato che il Comune di Adria paga virtuosamente da anni le rette di numerosi cittadini residenti nel Centro".

"La Consigliera Lisi fa sempre parte della lista Bobo-Sindaco e la presidente Passadore fa parte di Forza Italia ormai da mesi, nonostante il consiglio comunale abbia sfiduciato politicamente il Cda Adriese in più occasioni. Sono anni che insieme al Comitato Art. 32 chiediamo che siano assicurate le impegnative sanitarie per l’assistenza residenziale, dato che i numeri mancanti sono impietosi in Veneto: 1400 impegnative a fronte di oltre 2000 posti letto. Tutto ciò crea spazio al libero mercato creando gravi danni economici alle famiglie in primis,  agli enti locali che debbano eventualmente coprire le spese dei più bisognosi e alle strutture pubbliche".

"Il Registro unico di residenzialità per l’accesso all’assistenza di persone non autosufficienti inoltre mette in attesa circa mille persone aventi diritto: mentre le richieste aumentano, il numero delle impegnative rimane invariato.Tutti gli amministratori e i politici che da anni rifiutano di affrontare i veri nodi di questo argomento di primario interesse per il Bene Comune sono direttamente responsabili di tale situazione, senza alcun alibi".

18 febbraio 2018
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