UILTEC PADOVA E ROVIGO Venerdì 23 febbraio si è tenuto il congresso territoriale dove sono stati eletti i nuovi delegati ed organismi direttivi per i prossimi quattro anni. Sviscerati tutti i temi cari al mondo del lavoro, le antenne rimangono alte 

Rieletto segretario generale Giampietro Gregnanin 

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Tutti i temi cari al mondo del lavoro, dalla disoccupazione giovanile, alle banche, riforma Fornero, legge Madia, sicurezza nei luoghi di lavoro, ed alcune realtà eventi come il terminal gaserò e la ex cenarle Enel sono stati oggetto del secondo congresso territoriale della Uiltec Area Vasta Padova – Rovigo che ha visto la rielezione a segretario generale Giampietro Gregnanin


Rovigo - Lo slogan “Libertà è partecipazione” ha rappresentato il fils rouge della giornata di dibattito ed elezioni che ha caratterizzato il secondo congresso territoriale della Uiltec Area Vasta Padova – Rovigo che si è tenuto venerdì 23 febbraio a Monselice.

Dopo i saluti del sindaco della Città di Monselice Francesco Lunghi, ad essere riconfermato segretario generale è stato Giampietro Gregnanin: “Abbiamo organizzato il Congresso non pensando esclusivamente al solo espletamento degli adempimenti statutari, ma ad una giornata di analisi e riflessione sulle dinamiche politiche, economiche e sociali dei nostri territori nel tentativo di individuare le strategie migliori per affrontare i continui cambiamenti del mondo del lavoro e delle ripercussioni sulla vita di ogni lavoratore e quindi delle nostre comunità”.

Il congresso ha toccato tutti i temi cari al mondo del lavoro con particolare riferimento all’occupazione ed alla disoccupazione soprattutto giovanile che in Italia è attorno al 40%, la provincia di Rovigo con il 41% risulta il fanalino di coda del Veneto di questa statistica negativa, mentre Padova è al 23,2 %. Gregnanin ha parlato della crisi delle banche venete:  “Abbiamo pagato per almeno 10 anni il prezzo dalla grande bolla speculativa della finanza, scoppiata a seguito di una globalizzazione mal governata che, invece di valorizzare il lavoro e la sua dignità, ha messo al centro il denaro, travolgendo dentro un forsennato neo liberismo il sistema bancario e lasciando sul terreno dati che letti a mente fredda sono disarmanti: la crisi bancaria ha portato ad una caduta del Pil regionale dello 0,13%, pari a una flessione di almeno 192 milioni di euro”.  

Non sono mancate parole sulla riforma Fornero: “Al momento, infatti, l'Italia è in testa alla classifica europea per quanto riguarda l'età necessaria per lasciare il posto di lavoro. L'adeguamento all'aspettativa di vita porterà ad un ulteriore aumento del divario nei prossimi anni, quando nel 2019 l’età pensionabile arriverà a 67 anni di età. La Germania si porterà ai livelli italiani soltanto nel 2030 e la Francia toccherà "quota 67" nel 2022”. E ancora ha proseguito il segretario: “Attenzione alla legge Madia, nessuno ci ha ancora chiarito come si gestiranno le migliaia di esuberi che conseguirebbero alla sua applicazione integrale e non serve andare lontano per capirne la pericolosità. Ci sono aziende pubbliche che stanno scorporando rami delle partecipate mettendole, come dice la legge Madia, sul libero mercato. Sicuramente i Comuni hanno incassato prezioso denaro fresco che li solleva dalla ghigliottina del patto di stabilità, ma constatiamo che spesso, un minuto dopo la vendita, le garanzie occupazionali vengono messe da parte e rimangono gli esuberi”.

I numeri, inoltre, sul tema della sicurezza: gli ultimi dati ufficiali presentati dall’Inail, per quanto riguarda gli infortuni mortali e gli incidenti sul lavoro in Italia, ci consegnano una situazione critica ed allarmante. Il fenomeno delle morti bianche continua silenziosamente il suo luttuoso e terrificante cammino che conta un incremento della mortalità del 1,1% rispetto l’anno precedente. Infatti, il 2017 si è concluso con 1029 decessi (1018 casi registrati nel 2016), di cui 283 in itinere e 746 in occasione di lavoro. Soffermandosi su questi ultimi, appare significativo evidenziare le statistiche degli infortuni mortali avvenuti nei luoghi di lavoro: il Veneto si posiziona al terzo posto con 61 decessi, seguito da Piemonte e Lazio (60). Le nostre province hanno registrato 9 infortuni mortali a Padova e 5 a Rovigo. A chiudere la discussione sul “Jobs act” e sulle politiche di genere. 

Non sono mancati i riferimenti al terminal gasiero di Adriatic Lng che può essere un volano importante anche per il futuro per l’economia del territorio, al Consvipo - Asm Rovigo - Asm Set Srl,- As2 Srl. Si è parlato poi, del nuovo impianto della Novamont Spa.

Inoltre, è stato sottolineato come dopo un anno del bando Futur-E indetto dall’Enel si è ancora in attesa di conoscere i risultati: negli ultimi mesi le procedure di aggiudicazione del bando hanno visto interessate due importanti attività economiche italiane legate l'una al settore naturalistico e sportivo e l'altra al turistico ricettivo. Il sindacato auspica che i 400/800 posti di lavoro ipotizzati nella progettazione della riconversione non siano un’ennesima chimera dell’Enel. Pertanto si chiede all'azienda di uscire dal silenzio di questi ultimi mesi, di illustrare ed avviare con chiarezza i percorsi attuativi.

Numerosi gli interventi degli stakeholders del mondo economico, politico e sindacale del territorio regionale, padovano e rodigino: Leonardo Beccati, responsabile area relazioni sindacali Confindustria Venezia Area metropolitana di Venezia e Rovigo, Massimo Bergamin sindaco di Rovigo, Gerardo Colamarco segretario generale Uil Veneto, Pieralberto Colombo segretario generale Filctem Cgil Rovigo, Piergiorgio Cortellazzo presidente Acquevenete Spa, Diego Crivellari onorevole polesano, Marco Galtarossa segretario generale Filctem Cgil Padova, Sergio Polzato segretario generale Femca Cisl Padova e Rovigo, rappresentante Unindustria Padova e Giannino Rizzo segretario generale Uiltec Veneto.

Le conclusioni dei lavori della mattina sono state affidate a Paolo Pirani segretario generale nazionale Uiltec, che tra i vari argomenti trattati quali l’assenza di politiche industriali, la rappresentanza politica che va verso dimensioni interregionali, la necessità di una vera lotta all’evasione fiscale ha voluto precisare che “i dati dicono che la crisi è alle nostre spalle dopo un decennio di crisi. Io non voglio contrastare le cifre, ma fare riflessioni. Non si dice che le ore lavorate sono diminuite. Non si dice che il numero degli occupati è uguale ma non sono gli stessi lavoratori: guadagnano meno, lavorano nella precarietà e discontinuità. I lavoratori vivono una situazione peggiore di 10 anni fa”. 

Gregnanin ha riconfermato la sua squadra di lavoro “vincente e coesa per poter continuare ad essere a fianco dei lavoratori con professionalità, ma soprattutto con doti umane che sono state il valore aggiunto della Uiltec”.

 

 

 

23 febbraio 2018
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