LA TRAGEDIA A VILLADOSE (ROVIGO) Esame medico legale per chiarire le cause della morte, ma anche approfondimenti sul traffico telefonico del lattoniere di 33 anni trovato morto nella notte

L'autopsia per chiarire il giallo di Alexei

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Il suicidio è l'ipotesi al momento ritenuta maggiormente verosimile dagli investigatori, per spiegare la morte di Alexei Boldurescu, 33 anni, moldavo regolarmente residente a Villadose, trovato senza vita verso le due della notte di martedì 13 marzo in via Verdi, all'esterno del proprio furgone (LEGGI ARTICOLO). Un caso che, comunque, ancora non può considerarsi chiuso, alla luce degli accertamenti disposti dalla Procura


Villadose (Ro) - Prima di tutto, la autopsia, per fare chiarezza sulle cause della morte. Un passaggio fondamentale, per confermare o meno quella che, allo stato, appare la spiegazione sulla quale sono orientati gli investigatori, relativamente al ritrovamento del corpo di Alexei Boldurescu, 33 anni, lattoniere moldavo, trovato senza vita nelle prime ore della notte di martedì 13 marzo, in via Verdi, tra Villadose e Ca' Emo, a pochi passi dal suo furgone.

A individuare il corpo, una pattuglia dei carabinieri, dopo che la moglie di Alexei aveva lanciato l'allarme, non vedendo ancora, a tarda notte, rincasare il marito, che doveva andare a prende un carico di pellet. Il corpo giaceva, secondo le prime ricostruzioni, a pochi passi dal furgone. Aveva una fascetta da elettricista stretta al collo. Altre due alle caviglie, unite da una terza che fungeva da "ponte". L'idea degli investigatori è quella di un suicidio. Le fascette alle caviglie avrebbero avuto la funzione di spegnere ogni possibile sussulto dell'istinto di sopravvivenza, per esempio impedendo una corsa a chiedere aiuto, per tagliare la fascetta stretta, invece al collo.

Si tratta di tesi legate soprattutto al fatto che, a un primo esame, sul corpo manca ogni segno di violenza, che ci si aspetterebbe di trovare nel caso di un omicidio. La Procura, comunque,  ha intenzione di fugare ogni possibile dubbio, come doveroso in ogni situazione e particolarmente di fronte a quello che, se confermato come suicidio, sarebbe comunque particolarmente elaborato e abbastanza atipico, per quanto non manchino, nella cronaca, esempi di gesti di questo tipo, proprio compiuti con fascette da elettricista.

Il primo accertamento disposto dal sostituto procuratore Sabrina Duò sarà, quindi, l'autopsia. Ma si dovrà anche lavorare ai tabulati telefonici, per chiarire se, dopo l'ultima chiamata alla moglie, datata attorno alle 19 di lunedì 19 marzo, ci siano stati altri contatti. Le prime informazioni parlerebbero di possibili difficoltà economiche del 33enne che potrebbero averlo spinto a una gesto estremo, ma dovranno essere riscontrate con la massima precisione.
 
13 marzo 2018
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