RIFORMA DELL'ORDINAMENTO PENITENZIARIO ROVIGO La nota di Fp Cgil traccia le linee guida di quella che dovrà essere l'attività del nuovo esecutivo in tema di giustizia e riabilitazione

"Le priorità: diritto alla salute e lavoro per i detenuti"

Animazione estiva Baseball Camp 2018

Un intervento del sindacato Fp Cgil, che rappresenta anche i lavoratori della polizia penitenziaria, al centro della vicenda, che spiega le priorità alle quali dovrebbe attenersi il prossimo esecutivo per realizzare una positiva riforma dell'ordinamento penitenziario



Rovigo - "Fp Cgil è stata fra i promotori degli Stati generali dell’esecuzione penale e ha partecipato attivamente alle loro commissioni. Quale organismo che rappresenta i lavoratori del settore ha continuato l’interlocuzione col ministro della Giustizia  e con la cittadinanza attraverso due campagne informative: #dentroametà, del 2016, realizzando numerose clip sul lavoro in carcere e #fuoriametà del 2017 che ha prodotto tre video informativi sull’ esecuzione penale al di fuori delle mura e le misure alternative". Lo ricorda la nota stampa del sindacato.

"Siamo convinti che l’ordinamento penitenziario del 1975 debba essere aggiornato - prosegue la nota - e reso più aderente al mandato costituzionale, in maniera da favorire l’effettività di un trattamento  volto al  reinserimento sociale e alla contestuale attenzione alla vittima del reato. La battuta d’arresto subìta dall’azione di riforma, dopo il grande lavoro svolto dagli stati generali, segna  la perdita di un’importante occasione di aggiornamento del nostro  sistema dell’esecuzione penale che non può essere ostacolato da preoccupazioni elettorali". Il riferimento è al decreto che non è stato possibile emanare prima delle elezioni politiche dello scorso 4 marzo.

"Le misure contenute nel decreto di riforma dell’ordinamento penitenziario - prosegue infatti l'analisi del sindacato - sono importanti in quanto garantire il diritto alla salute del detenuto e maggiori opportunità di lavoro e di reinserimento per le persone in esecuzione penale produce una minor recidiva e  garantisce quindi maggior sicurezza ai cittadini".

"Incrementare l’esecuzione penale esterna - continua quindi il sindacato -  richiede tuttavia un forte investimento sul versante delle professionalità impegnate in questo settore  e la disponibilità di risorse da condividere con gli enti territoriali per la realizzazione dei progetti di reinserimento e dei percorsi di riparazione a favore delle vittime del reato".

13 marzo 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento