GRANDI MOSTRE ROVIGO Venerdì 23 marzo è stata presentata in anteprima “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi” curata da Alberto Barbera

L’inimmaginabile contributo del Polesine alla storia del cinema

Deltablues 2018

L’attrazione del cinema per il Delta del Po lo si nota nella mostra “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi” curata da Alberto Barbera che vede esposti videomontaggi, manifesti, stampe, sequenze di film, locandine, interviste filmate, documenti esposti in copie o in originale con attori noti e polesani che hanno fatto la storia. Piccole grandi storie cone personaggi come Sophia Loren, Paola Dria, Luchino Visconti e Roberto Rossellini




Rovigo - Una successione di immagini, di voci, suoni, e musiche che lasciano un meraviglioso ricordo: quello del Polesine. Questo quello che trasmette la mostra a cura di Alberto Barbera, che fino ad oggi non conosceva bene questa terra, “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi” che è stata inaugurata venerdì 23 marzo e sarà ufficialmente aperta al pubblico da sabato 24 fino all’1 luglio. 

Le acque, i lembi di sabbia, le pane dell’ampio Delta sono state protagoniste di almeno 500 tra film, documentari, fiction televisive, girati dai più grandi registi. “L’esposizione - afferma il curatore - si propone di ricostruire la storia del rapporto intenso, profondo e originale che si è instaurato in oltre 80 anni di intensa frequentazione fra un territorio dalle caratteristiche pressoché uniche ed i cineasti italiani, dando vita a opere indimenticabili destinate a rimanere nella storia del cinema”. 

E’ un proiettore Gaumont per pellicola 35 ad aprire la visita nelle diverse sale in cui sono esposti videomontaggi, manifesti, stampe, sequenze di film, locandine, interviste filmate, documenti esposti in copie o in originale come i 16 bozzetti di Gianfranco Mingozzi del film La vela incantata prestati per la prima volta dalla moglie. 

Polesine teatro di guerra è la prima sfaccettatura che viene mostrata: si parte con Ossessione di Luchino Visconti nel 1943 e nell’immediato dopoguerra Roberto Rossellini vi ambienta il suo Paisà, Giuseppe De Santis con Caccia tragica. Pochi anni dopo il grande fiume è il protagonista de Il mulino del Po per la regia di Alberto Lattuada. Un settore è stato poi dedicato a Scano Boa con Antonio Cibotto e Renato Dall’Ara, che racconta la nascita di una bambina sulla barca che trasporta il feretro di un pescatore annegato. 

Un salto stilistico lo si ha con il film La donna del fiume che ha consacrato definitivamente Sophia Loren, facendola diventare poi una star internazionale. Tra i volti noti anche Marcello Mastroianni nel film Un ettaro di cielo e Sandra Milo con La visita. Un piccolo corridoio è stato dedicato a due polesani dimenticati: Rik Battaglia, di Corbola, che mentre lavorava come barista al ristorante dell'Agip di Milano, venne scoperto per caso dal regista Mario Soldati che stava preparando il film La donna del fiume. Battaglia divenne subito famoso nel 1955 quando recitò in questo film con Sophia Loren.  E poi Paola Dria, figlia dei proprietari del noto Caffè Borsa, che riuscì ad ottenere una particina nel film Gli ultimi giorni di Pompei, diretto a quattro mani da Carmine Gallone ed Amleto Palermi. 

Da allora, fu un susseguirsi di trionfi, in pellicole che catapultarono l'attrice veneta fra l'Olimpo delle stelle del cinema italiano dell'epoca. Il suo nome resta legato a La canzone dell'amore, di Gennaro Righelli, ricordato per essere stato il primo film sonoro di produzione italiana ad essere distribuito.

Tra i vari ringraziamenti all’entrata della mostra ce ne sono due dedicati a due polesani: il primo Angelo Zanellato, presidente della Polesine Film Commission, che vede il Polesine presente alla mostra del cinema di Venezia, il secondo a Leo Catozzo montatore dei film di Federico Fellini che ha inventato una pressa che consentiva di incollare gli spezzoni di pellicola senza utilizzare le colle all’acetone che non erano rimovibili. Una invenzione esposta in tutto il mondo che ha rivoluzionato il modo di montare il film in pellicola. 

Marta Bellini

23 marzo 2018
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