VOCI PER LA LIBERTA’ ROVIGO Il cantautore Dario Brunori sas si aggiudica il premio Amnesty International Italia con la canzone “L'uomo nero”. La premiazione a Rosolina mare il 22 luglio prossimo 

L’uomo nero di Dario Brunori è la canzone dell’anno per Amnesty Italia

Deltablues 2018

L’anno scorso vinse il premio Nada, quest’anno è il turno del giovane cantautore. Dario Brunori vince l’edizione 2018 del Premio Amnesty International Italia di Voci per la Libertà. Atteso a Rosolina mare il prossimo 22 luglio, Fino al 18 aprile il pubblico può votare per il premio sociale web 


Rovigo - Dario Brunori sas con la canzone “L’uomo nero” vince il premio Amnesty International Italia 2018. Un brano sull’intolleranza e sulla incapacità di accogliere gli altri, anzi, gli altri sono visti in un “noi contro gli altri”. Il premio indetto nel 2003 da Amnesty International Italia e dall’associazione culturale Voci per la Libertà, è nato per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente. La premiazione si terrà a Rosolina Mare domenica 22 luglio, nel corso della serata finale della 21a edizione di ‘Voci per la Libertà - Una canzone per Amnesty’, festival che si terrà dal 19 al 22 luglio e ospiterà anche le finali della sezione emergenti del Premio Amnesty, il cui bando rimane aperto fino al 30 aprile sul sito www.vociperlaliberta.it . Sono partite nel frattempo le votazioni per il "Premio Web Social", dedicato a tutti coloro che si sono iscritti al bando di concorso per gli emergenti entro il 10 marzo.

“Mai come oggi, ‘L'uomo nero’ - ha detto lo stesso cantautore - assume un significato speciale per me. Nello spettacolo teatrale che sto portando in giro, è il pezzo che più mi emoziona cantare, un'emozione e una tensione che avverto forte anche nelle persone che ho di fronte ogni sera. Eppure all'epoca ho avuto difficoltà ad affrontarlo perché, visto il tema, era facile cadere nella retorica anacronistica del cantautore militante, in un’invettiva scontata contro il dilagare di nuove forme di intolleranza, contro le piccole e grandi derive xenofobe degli ultimi anni. In realtà non mi interessava tanto parlare del fenomeno in sé, quanto del fenomeno in me, come diceva qualcuno. Come in altri pezzi dell'ultimo album, traccio la condizione di un uomo che si chiede cosa è giusto fare di fronte a un’apparente involuzione dell’essere umano, al ritorno di fiamma di visioni ideologiche e morali che ci piacerebbe pensare morte e sepolte. C'è una buona dose di amarezza verso il mondo intorno, ma anche la denuncia allo specchio di quell'approccio ignavo che troppo spesso tende a non occuparsi concretamente di ciò che accade fuori dal proprio cortile, a ignorare certi fenomeni, a ridicolizzarli o a non dargli eccessivo peso. Si tratta di un terreno scivoloso, ne sono consapevole, ma spero di essere rimasto in piedi e questo riconoscimento, in qualche modo, me ne dà conferma. Grazie di cuore a Amnesty International Italia e a Voci per la libertà.”

I diritti umani sono una questione di comportamenti, di regole, ma anche, e forse ancora prima, di clima - afferma Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia -. Il clima di oggi è pessimo. Di questo clima parla la canzone di Dario Brunori vincitrice dell’edizione 2018 del Premio Amnesty International Italia di Voci per la Libertà. E del veleno che contamina la vita pubblica e la convivenza civile. E di un’idea, l’idea aberrante del ‘noi contro gli altri’: contro gli altri che, essendo diversi da noi, fanno paura, sono una minaccia da tenere a distanza, da cui difendersi, possibilmente da eliminare.

Amnesty International fa davvero tutto quello che può per contrastare il clima di odio che si diffonde nel mondo e che non risparmia neppure il nostro paese, e si sforza di creare antidoti per questo veleno. Ma ha bisogno di alleati e li cerca - e li trova - nel mondo dell’arte e della canzone. ‘L’uomo nero’ parla al cuore e alle emozioni ed è, oltre che una canzone bella, nella nostra prospettiva anche una canzone utile, uno strumento prezioso per chi vuole creare un clima migliore, nel quale vi siano le condizioni per il rispetto pieno dei diritti umani di tutti.” 

Sul sito è intanto in corso il voto del pubblico per il Premio Web Social. Le 54 canzoni pervenute entro quella data sono inserite alla pagina, nella quale gli utenti del web possono - entro il 18 aprile - ascoltarle e votarle. Le preferenze raccolte sul sito andranno a sommarsi ai "mi piace" collezionati dalle 'video-canzoni' inserite nella pagina facebook del festival.

Il vincitore del Premio Web Social andrà direttamente alle semifinali di Rosolina Mare (RO) Nelle scorse edizioni il premio è stato assegnato a “Il mio nemico” di Daniele Silvestri, “Pane e coraggio” di Ivano Fossati, “Ebano” dei Modena City Ramblers, “Rwanda” di Paola Turci, “Occhiali rotti” di Samuele Bersani, “Canenero” dei Subsonica, “Lettere di soldati” di Vinicio Capossela, “Mio zio” di Carmen Consoli, “Genova brucia” di Simone Cristicchi, “Non è un film” di Fiorella Mannoia e Frankie HI-NRG, “Gerardo Nuvola ‘e povere” di Enzo Avitabile e Francesco Guccini, “Atto di forza” di Francesco e Max Gazzé e “Scendi giù” di Mannarino, “Pronti a salpare” di Edoardo Bennato, “Ballata triste” di Nada.

 

 

27 marzo 2018
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