ISTRUZIONE COSTA DI ROVIGO L’amministrazione comunale ha richiesto alle autorità scolastiche la deroga per la formazione della classe prima media per l’anno scolastico 2018-19

Mancano due bambini per una prima media regolare, il Comune a difesa della scuola

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Sono 16 anziché 18 i bambini iscritti al primo anno della scuola media di Costa di Rovigo, un problema affrontato lo scorso anno e che si ripete anche per l’anno scolastico 2018-19. L’amministrazione comunale, sapendo che la situazione numerica degli iscritti è limitata nel tempo, ha chiesto alle autorità scolastiche la deroga per la formazione della classe
 
Costa di Rovigo (Ro) - L’amministrazione comunale di Costa di Rovigo è ancora una volta in campo a difesa della classe prima media.

Il 7 marzo il consiglio comunale ha approvato all’unanimità un documento volto alla richiesta del mantenimento della classe prima della scuola secondaria di primo grado, i cui iscritti per il prossimo anno scolastico sono in numero insufficiente rispetto a quanto richiesto dalla normativa vigente per la formazione della classe, 16 anziché 18.
L’amministrazione comunale ha formalmente richiesto alle autorità scolastiche provinciali e regionali, anche per il tramite del dirigente del locale istituto comprensivo di Costa di Rovigo un’attenta riflessione sulla rigidità della normativa attualmente vigente in materia scolastica e la concessione della deroga per la formazione della classe nell’anno scolastico 2018/2019.

Queste le motivazioni addotte a sostegno della richiesta dell’amministrazione comunale: “Lo scostamento fra numero di iscritti e numero minimo di alunni imposto dalla legge per la formazione della classe prima della scuola secondaria di primo grado è irrisorio e come tale di scarsa rilevanza, nell’ottica di una lettura della normativa contestualizzata all’effettiva situazione di fatto e scevra da logiche di applicazione di criteri puramente matematici, la situazione numerica degli iscritti è limitata nel tempo in quanto il trend demografico del tasso di natalità garantisce la formazione di una classe prima negli anni futuri; l’insostenibilità per le famiglie e per gli alunni dell’onere di organizzare autonomamente il trasporto dei figli presso le scuole del capoluogo di provincia, a meno di non vanificare tutti gli sforzi personali, familiari e, non da ultimo, dell’Ente per garantire tempi tali da conciliare lavoro e cura della famiglia, studio e tempo libero dei giovani e per sostenere il ruolo genitoriale; la paradossale situazione di aggravio economico sia per l’Ente comunale, sia per le famiglie interessate, sia per gli stessi giovani alunni; l’instaurazione di un’organizzazione scolastica non confacente ai bisogni degli studenti e delle loro famiglie con il rischio di un progressivo allontanamento delle istituzioni dai cittadini e un grave danno derivante dall’inutilizzabilità a livello locale di un istituto scolastico per il quale l’amministrazione comunale ha predisposto importanti interventi di miglioramento strutturale, oltre a fornire una pluralità di servizi per il benessere della popolazione scolastica”.


“Un’impostazione rigida nell’applicazione di tale normativa non può che comportare un impoverimento dell’istituzione scolastica, a favore dell’economicità e a scapito della qualità del servizio offerto, di coloro che lavorano nel mondo della scuola e soprattutto dei giovani che vi studiano – così riferisce il sindaco Antonio Bombonato - Il diritto alla studio, garantito dalla Carta Costituzionale non può ritenersi soddisfatto se non vengono rispettate le reali e concrete esigenze dei protagonisti del mondo della scuola: i giovani, che proprio in quell’ambiente vedono formarsi la propria personalità. Il diritto allo studio è anche diritto ad essere educati in un ambiente che possa costituire un punto di riferimento nel territorio di residenza, come lo sono la Parrocchia e la famiglia. Diritto allo studio è altresì diritto a studiare con la serenità della presenza di compagni di scuola ed educatori che si ritrovano anche in altri ambienti ubicati nel Comune di residenza, affinché vi sia continuità fra le esperienze di vita e quelle scolastiche”.

Il consiglio comunale, sottolinea l’assessore alla Pubblica istruzione Moira Ferrari, “auspica la massima elasticità nel considerare i dati numerici degli iscritti e sensibilità per le difficoltà che inevitabilmente le famiglie degli alunni interessati e gli alunni stessi dovrebbero sopportare a fronte della soppressione della classe prima della scuola secondaria di primo grado a Costa di Rovigo per il prossimo anno scolastico”.
 
“Con l’approvazione dell’ordine del giorno a salvaguardia della classe prima media – concludono il Sindaco Antonio Bombonato e l’assessore Moira Ferrari – si è voluto richiamare l’attenzione di tutte le Istituzioni (Prefettura, Regione, Provincia, Governo e forze parlamentari) affinchè vi sia sensibilità per le concrete esigenze degli alunni e delle loro famiglie, esprimendo nel contempo la preoccupazione e il disappunto verso normative e direttive, che, senza sostanziali miglioramenti all’organizzazione scolastica, rischiano di impoverirla qualitativamente a danno delle nuove generazioni e delle loro famiglie”.
29 marzo 2018
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