AMBIENTE ROVIGO Le osservazioni e le proposte di Gianluigi Ceruti sull'ordinanza del sindaco di Rovigo in ordine alle domeniche di chiusura al traffico veicolare motorizzato

I presupposti per vitalizzare il centro ci sono, anche nel rispetto dell’ambiente 

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La città senza forti impulsi pubblici e senza azioni di privati, di associazioni di categoria e di enti culturali finirà per spegnersi secondo Gianluigi Ceruti che propone qualche soluzione in merito alle domeniche di chiusura al traffico veicolare motorizzato. L’avvocato ricorda anche che con il corso del Popolo aperto al traffico veicolare il sindaco dovrà vietare la somministrazione all’esterno di sostanze alimentari agli esercizi commercialiste s'affacciano sull’arteria 



Rovigo - Sul caso delle domeniche ecologiche in città interviene un esperto del settore ambiente. Si tratta di Gianluigi Ceruti, titolare di uno studio legale che, nel settore del diritto ambientale e urbanistico, opera in campo nazionale, ma ha anche ricoperto importanti ruoli istituzionali. 

“L’iniziativa del sindaco di Rovigo di sensibilizzare le popolazione alla riduzione, durante tre giornate domenicali, dell’utilizzo dei veicoli a motore è di per sé valida e apprezzabile, - spiega - ma certamente non sufficiente anche a fronte dei livelli di superamento della soglia di legge delle polveri sottili registrati più volte: anzi, è risultato che la città capoluogo ha conseguito, in più di una occasione, il primato negativo del Veneto per livelli di inquinamento atmosferico. Proprio perché Rovigo non è un centro industriale, questo dato, che abbassa la qualità della vita, dimostra che il traffico veicolare a motore contribuisce – anche se non esclusivamente – a determinare il fenomeno anomalo ricorrente, foriero di danni alla salute essendo acquisito a livello di Organizzazione mondiale della sanità che i particolari di polveri fini e ultrafini causano il cancro ed affezioni cardiovascolari. Ora, l’ordinanza in parola del sindaco ha suscitato reazioni contrarie nella popolazione perché non è stata pubblicizzata adeguatamente e non si è tenuto conto di eventi concomitanti”. 

Poiché l’iniziativa sarà ripetuta, secondo Ceruti dovrebbe essere ampliata, intensificata e tempestivamente diffusa l’informazione ai cittadini: “L’ordinanza sindacale dovrebbe poi prevedere anche l’esenzione dall’obbligo per l’uscita e il rientro di chi abbia residenza o domicilio entro l’area dove il traffico veicolare motorizzato sarà interdetto, qualora l’interessato si qualifichi con la polizia locale dichiarando (senza essere poi smentito dai fatti) che intende uscire dal territorio temporaneamente ‘proibito’. Con l’occasione non si può non considerare che lungo corso del Popolo sono in funzione esercizi pubblici che, con gradimento generale (perché si vivacizza il centro cittadino), espongono all’esterno dei loro locali, specie nei mesi climaticamente più miti, tavolini e sedie con la somministrazione di alimenti liquidi e solidi. L’apertura di corso del Popolo al traffico veicolare motorizzato è idonea a danneggiare alcuni esercizi commerciali quando il sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, dovrà, in base alla legge, vietare – per prioritarie e prevalenti esigenze igienico-sanitarie (ove documentate da dati negativi ufficiali) – la somministrazione all’esterno di sostanze alimentari. L’eventuale omissione di intervento pubblico sarà suscettibile di essere perseguita penalmente”. 

“Occorre riconoscere che le aziende artigianali e commerciali del centro storico hanno negativamente risentito della creazione a suo tempo di una cittadella mercantile nell’area del Centro Commerciale “La Fattoria” - prosegue - subendo rilevanti danni per cui è ora necessario attirare, in tutti i modi e con continuità, verso la città flussi di persone provenienti, ad esempio, dai territori comunali delle vicine province. Parte degli abitanti della Bassa Padovana già oggi tende a gravitare su Rovigo per effetto dell’ampliamento della competenza del Tribunale rodigino a ben 32 territori comunali della provincia di Padova. La necessità di venire a Rovigo nei giorni feriali dipende, quindi, dalla inevitabilità di portarsi nella città capoluogo del Polesine dove ha sede il Tribunale per gli utenti della giustizia a vario titolo: oltre ai magistrati, avvocati, parti processuali nelle cause civili e penali, testimoni, consulenti tecnici. Questa frequentazione, derivante da esigenze di lavoro e di vita, va alimentata, favorita e incoraggiata mediante continui eventi e iniziative nei settori dell’economia, della cultura, dello spettacolo, con diffusione di avvisi e inviti nelle vicine località delle province limitrofe da parte di enti pubblici e di associazioni private di Rovigo e delle frazioni”. 

“Naturalmente vanno incrementate non lontano dal centro le zone di parcheggio oggi utilizzabili, considerando che due passi a piedi in una città di modeste dimensioni si debbono pur fare, oltretutto con profitto anche per lo stile di vita che i medici sempre consigliano. Queste mie riflessioni hanno una funzione serenamente propositiva nell’interesse pubblico e sono volte ad un rilancio della città che -senza forti impulsi pubblici e senza convergenti quanto costanti azioni di privati, di associazioni di categoria e dì enti culturali- finirà un po’ alla volta per spegnersi con perdite economiche dei proprietari di immobili e dei titolari di aziende artigianali e commerciali”.

5 aprile 2018
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