ROVIGO Presentata dalla Cisl l’indagine sull’andamento occupazionale del personale impiegato nelle amministrazioni comunali della provincia negli ultimi sette anni. Inviata una lettera a Luca Zaia, per chiedere l’autonomia di assunzione di nuovi lavorator

Comuni sguarniti di personale, persi 159 posti in 7 anni

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Aumentano i servizi ma non i dipendenti comunali che sono costretti a sobbarcarsi anche il lavoro di chi non c’è più: la Cisl evidenzia come in sette anni, dal 2010 al 2017 si siano persi 159 impiegati pubblici a fronte di una popolazione che ha bisogno di servizi efficienti. Per questo è stato chiesto a Luca Zaia di portare il problema al Governo e sarà avviata anche una petizione online per appoggiare l’iniziativa 



Rovigo - Meno 159 impiegati pubblici a fronte di una popolazione che ha bisogno di servizi efficienti in tempi celeri. Questo quello che emerge dallo studio della Cisl Fp di Padova e Rovigo che ha lanciato una petizione e inviato una lettera a Luca Zaia presidente della Regione Veneto, per far inserire nelle cinque deleghe per l’autonomia anche la possibilità di assumere nuovi lavoratori. 

Ad illustrare lo studio ed i motivi che hanno portato al coinvolgimento della Regione sono stati il segretario generale Cisl Fp Michele Roveron, Franco Maisto e Francesco Malin dirigenti sindacali.

“I dati che sono emersi dal nostro studio hanno evidenziato una situazione di notevole criticità per quanto riguarda la perdita per pensionamento o mobilità dei lavoratori – spiegano i tre – Solo negli enti locali del rodigino sono spariti 159 dipendenti pubblici, andati in pensione e via via non più sostituiti”. 

 

Nel periodo 2010-2017 la media provinciale sul rapporto lavoratore su abitante è passata da 1/195 a 1/214. “Lo Stato in questi anni ha richiesto un aumento dei servizi on line di informatica, delle politiche per il controllo del territorio ed una maggiore spinta ai servizi di sportello, ma con quali dipendenti? - si domandano - In molti enti, quasi il 50% dei Comuni, molti lavoratori rivestono più incarichi che hanno dovuto sobbarcarsi”.

La differenza tra i dipendenti del 2017 ed il rapporto del decreto ministeriale vede una situazione critica nei comuni di meno 18 a Badia Polesine, meno 10 Canaro, Castelmassa e Fiesso Umbertiano, meno 11 a Villadose, meno 12 Ceregnano, meno 25 Lendinara, Taglio di Po e Porto Viro, meno 14 Lusia ed Occhiobello, meno 21 a Porto Tolle, meno 45 a Porto Viro, meno 71 a Rovigo. 

A fronte dei dati emersi è stato chiesto a Zaia di portare il problema al Governo. In questi giorni, inoltre partirà una petizione on-line dove verrà chiesto a lavoratori, cittadini e sindaci della provincia di appoggiare l’iniziativa. 

12 aprile 2018
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