POLITICA ROVIGO Alba Rosito, Andrea Denti e Nicola Marsilio, capigruppo di maggioranza, scrivono al sindaco di superare lo stallo con Forza Italia che non permette i lavori del consiglio comunale, insistendo nel richiedere una terna di nomi per il vicesin

La crisi esiste, la proposta di Presenza cristiana sul come uscirne 

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Sarebbero dovuti essere cinque, ma solo tre capigruppo di maggioranza firmano la richiesta al sindaco di superare l’empasse con Forza Italia, auspicando che la criticità nel rapporto Forza Italia - Sindaco non sia solo dovuta al numero di assessori in giunta, ma che sia dovuta alla necessità di maggiore condivisione delle strategie e delle decisioni seguenti



Rovigo - Alba Rosito, Nicola Marsilio e Andrea Denti, tre capigruppo di maggioranza si appellano al sindaco Massimo Bergamin perché superi lo stallo che si è creato con Forza Italia che di fatto blocca il consiglio comunale. Il 10 aprile scorso infatti il consiglio non ha raggiunto il numero legale in aula e l’adunanza è slittata all’indomani, ma quel giorno si sono contati i consiglieri di maggioranza 13 (sindaco compreso) invece che 21 (LEGGI ARTICOLO), sancendo che la maggioranza non c’è più.
Nel fare la richiesta scritta al primo cittadino i tre capigruppo però fanno più il gioco del sindaco, che di Forza Italia, visto che propongono in primis di “nominare in tempi brevi il vice sindaco da una terna proposta da Forza Italia”, cosa che dovrebbero sapere politicamente inaccettabile perché funziona da sempre così: se la rappresentanza spetta al partito il nome lo fa il partito. Non solo, ma Forza Italia non aspetta solo il vicesindaco, ma il secondo assessore, e questo da giugno 2015.

I tre capigruppo indicano al sindaco la via da seguire e di condividerla con Piergiorgio Cortelazzo, commissario provinciale degli azzurri - che non dovrebbe essere tanto difficile incontrare visto che entrambi fanno parte del cda di Acquevenete -, ma ecco l’altra indicazione: “ripresa del coordinamento politico convocato mensilmente e aperto a tutti i capigruppo e a un rappresentante politico di ogni gruppo, incontri che dovranno riprendere dopo al nomina del vicesindaco di Forza Italia”. Alla ripresa degli incontri andrà fatta la verifica di attuazione del programma con “l’esame sintetico delle decisioni già adottate e in corso di attuazione”, inoltre i tre capigruppo suggeriscono anche di “valutare congiuntamente l’attribuzione di responsabilità negli enti di secondo livello e anche degli assessorati nel caso il sindaco ritenga necessario procedere a nuove nomine”.

“Quanto proposto non intendete ignorare il doveroso rispetto dell’equilibrio terza forza politiche nella attribuzione degli incarichi - spiegano - ma è coerente con la convinzione che, per garantire l’interesse generale della città in un momento molto critico in cui è necessario dare soluzione a gravosi problemi oltre che dover far fronte a necessità della popolazione con risorse sempre più scarse, sia prioritario garantire coesione della maggioranza”. 

Rosito spiega che la bozza della lettera era stata proposta a tutti e cinque i capigruppo di maggioranza, ovvero anche Luca Paron di Obiettivo Rovigo e Vani Patrese di Forza Italia, ma la versione consegnata a Bergamin ha solo tre firme. E’ evidente che le preoccupazioni della tenuta di maggioranza ci stanno tutte. Dalla prima alla seconda versione del documento scompare poi anche una riga di "impegno a mantenere il massimo riserbo con la stampa locale", una dicitura che ha probabilmente contribuito a far circolare più velocemente la proposta della consigliera di Presenza Cristiana.

 

16 aprile 2018
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