ECONOMIA ROVIGO Presentato il progetto di Consvipo di riperimetrazione delle lagune che dà la possibilità a Regione Veneto e Stato di assegare 1200 ettari di terreno lagunare ai pescatori

8000 immagini dal cielo recuperano 1200 ettari tra terra e mare

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento

Presentati i risultati del progetto di ridefinizione demaniale delle 5 lagune del Delta del Po a mezzo aerofotogrammetria con droni che hanno analizzato circa 70 km di costa scattando quasi 8mila immagini, questo si tradurrà in 1.000 posti di lavoro in più pari a 300milioni di euro di indotto (LEGGI ARTICOLO)


 

Rovigo – Cinque lagune del Delta del Po monitoriate da cima a fondo con quasi 8mila immagini acquisite e 400 punti di precisione per definire le nuove concessioni. Mercoledì 18 aprile si è tenuto al centro visitatori della ex centrale Enel di Porto Tolle un convegno organizzato da Consvipo per presentare il progetto di riperimetrazione delle lagune iniziato otto anni fa che ha visto l'investimento di 150mila euro con i fondi di Adriatic Lng.

La definizione delle proprietà lagunari nel delta del Po è un problema che risale agli anni Cinquanta quando, causa l’estrazione del metano, i terreni che erano emersi pian piano sono stati ripresi dalle acqueE’ da quel periodo che, per quanto riguarda i confini, non si è mai riusciti ad arrivare ad una definizione dal momento che, per modificarli, la legge stabilisce che vi debba essere una commissione presieduta dalla Capitaneria di porto con all’interno i tecnici individuati dal Demanio e altri componenti come, ad esempio, il Genio civile.
 

A fare gli onori è stato Angelo Zanellato, presidente di Consvipo che nel 2010 dopo aver avuto esperienza professionale con il Sistema informatico nazionale, ha portato all'attenzione della Provincia il tema che con Claudio Bellan, all'epoca assessore provinciale alla pesca, oggi sindaco di Porto Tolle, ha sottoscritto una convenzione per un progetto di definizione demaniale delle lagune. Questo progetto è stato sviluppato con l'aiuto del Sin del Demanio, della Capitaneria di porto e del Catasto.

“Si tratta di un tema importante per la comunità e non solo, - esordisce Zanellato - come per la pesca del turismo. Siamo riusciti a mettere in piedi un sistema che ci ha dato risultati che hanno stravolto il sistema tecnico di frazionamento dei mappali. Stiamo parlando di interventi mappali estesi su oltre 70km di laguna veneta”.

Per Claudio Bellan il percorso intrapreso, dall'idea iniziale alla sottoscrizione dell’accordo, “ci ha portato a riaprire una commissione delimitatrice la quale deve valutare se le aree presentano caratteristiche demaniali o no. Avere la certezza di essere all'interno di aree demaniali signifca dare risposte chiare al mondo della pesca, oggi il primo settore economico e di occupazione del nostro territorio, che sta crescendo e investendo. La richiesta dell'amministrazione è quella di arrivare al più presto alla definizione di queste aree se questo territorio vuole crescere e fare economia”.

Dalla capitaneria di Porto di Chioggia, rappresentata da Giuseppe Chiarielli, questo lavoro sarà portato avanti dal punto di vista amministrativo: “Tutto il lavoro per la definizione delle aree senza tecnologia sarebbe stato più lungo, i droni ci hanno consentito di fare un lavoro che avrebbe portato via anni. Ora dobbiamo fare sinergia dal punto di vista amministrativo come fatto sul fronte operativo”.
 

Laguna di Caleri, Vallona, una parte del Canarin, Barbamarco, Sacca di Scardovari, sono 2350 ettari che vanno ridefiniti. Con questo sistema si è cercato di ridurre i tempi di rilevamento con un sistema importante come il sin dove la definizione arriva con 5 cm di errore.
 

A rappresentare il Sin è stata Anna Veneziani, direttore esecutivo del Sin, la quale ha spiegato gli obiettivi e le attività svolte e la collaborazione nata nel 2011 con Consvipo. Ad entrare invece nello specifico del progetto nelle lagune del Delta del Po è stato Livio Rossi: “Stiamo parlando di una tecnologia seminuova con l'attività dei droni che si è diffusa negli ultimi anni. Abbiamo utilizzato dei droni a basso peso che hanno più autorizzazioni al volo, in particolare una ape elettronica con ala fissa di un metro di apertura che resiste per 45minuti al volo con una fotocamera 16mega pixel per avere informazioni di grande dettaglio. La quota di volo è di 120metri con una risoluzione di 5 centimetri di pixel”. 

Portando l'esempio della laguna di Caleri Rossi ha spiegato che “sono stati posizionati prima del rilevamento cerchi di 30 centimetri per vedere l’accuratezza, che ha visto una media di 15-20 centimetri. Poi facendo diversi voli con alta e bassa marea abbiamo notato come dia maggiori garanzie proprio quest'ultima modalità”. Il progetto operativo è stato completato nel 2015-16 con 7-8mila immagini acquisite, mentre i punti precisione sono stati 300-400".

Secondo Rossi ci sono altre attività utili da fare per il territorio come l'analisi 3D per calcolare il solco e per definire la profondità del canale; la capacità di usare sistemi multispettrali che consentono di vedere zone con problemi e l'uso del sensore termico. 

A chiusura Dario Di Girolamo, per l'Agenzia del Demanio, ha spiegato come l'attività che sta mettendo in condivisione il patrimonio statale per lo sviluppo e il rilancio del territorio.

18 aprile 2018
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