25 APRILE GAVELLO (ROVIGO) Corteo e cerimonia con la partecipazione del consiglio comunale dei ragazzi. Le toccanti parole del sindaco Diego Girotto

“La nostra libertà la dobbiamo a chi è caduto”

Deltablues 2018
Sentita cerimonia del 25 aprile in paese con la partecipazione delle associazioni combattentistiche e del consiglio comunale dei ragazzi


Gavello (Ro) - Il corteo ė partito dall’uscita della chiesa ed è giunto fino al Monumento ai caduti, nel giardino della scuola primaria, con le associazioni del fante e della patronessa di Gavello e la polizia municipale in testa, a seguire il sindaco Diego Girotto, don Adriano, Marco Merlin. Poi il consiglio dei ragazzi di Ceregnano - Gavello con la sindaca Francesca Bergamin, e ancora parecchie persone e famiglie al seguito per festeggiare e ricordare il 25 aprile.

Ci si può chiedere se ha senso questa ricorrenza dopo 73 anni - inizia il suo discorso il primo cittadino -. Perché se noi siamo qui a goderci questa libertà la dobbiamo solo a loro, ai nostri nonni, padri e fratelli che con la loro forza, il loro sangue, il loro sacrificio, hanno conquistato questa libertà che noi oggi viviamo. Queste persone i cui nomi sono scritti in questa lapide oggi sono qui con noi, a ricordare quanto vale la libertà. Tocca a noi onorarla in ogni modo. Viva l’Italia e viva Gavello”.
La benedizione di don Adriano arriva clemente.

Francesca Bergamin sindaco dei ragazzi cita Pietro Calamandrei: “La libertà è come l’aria ci si accorge che vale quando comincia a mancare”. “Siamo dei privilegiati - afferma ricordando la morte di Giacomo Matteotti nel 1924 e rivolgendo un pensiero alle vittime del rastrellamento di Ceregnano e dell’eccidio di Villadose-. Ancora tanti popoli nel mondo vivono privi di diritti. Come consiglio comunale dei ragazzi stiamo capendo il concetto di libertà civile quella che ci permette di esprimere le nostre idee e religioni”.
La musica del silenzio e i successivi applausi hanno chiuso la sentita cerimonia.
25 aprile 2018
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