TRIBUNALE ROVIGO Secondo l’accusa avrebbero tentato di ottenere un contributo per ristrutturare una casa che non aveva i canoni richiesti

Era un rudere prima del terremoto, a processo in quattro 

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Il sindaco di Castelguglielmo, il responsabile dell’ufficio tecnico del comune, un ingegnere, e la moglie del primo cittadino, sono stati rinviati a giudizio per la richiesta di contributi post sisma del 2012 per ristrutturare una casa che non ne aveva diritto (LEGGI ARTICOLO) 

Dopo che il contributo era stato ammesso erano emerse alcune perplessità che avevano spinto il commissario Luca Zaia a bloccare tutto e a nominare una commissione di lavoro che cercasse di fare chiarezza 


Rovigo - Se ne discuterà in tribunale davanti ai giudici del Collegio di Rovigo il 18 ottobre prossimo. E’ stato deciso il rinvio a giudizio per il sindaco di Castelguglielmo, Giorgio Grassia e la moglie Alda Tosini. Con loro anche G. V., responsabile dell’ufficio tecnico Castelguglielmo, e l’ingegnere Massimo Bordin, già sindaco di san Bellino dal 2004 al 2014 e attualmente assessore a Villanova del Ghebbo, che ha dato una mano per il progetto di ristrutturazione della casa per cui era stato chiesto un contributo post sisma.

Erano stati chiesti 157.284 euro, prima erano stati concessi, poi revocati dalla Regione Veneto. Una denuncia aveva messo in moto i militari dell’Arma, la casa da ristrutturare non avrebbe risposto ai canoni per accedere al contributo per il post terremoto (era già un rudere disabitato). Se ne discuterà in aula per capire se ci sono delle responsabilità.

 

 

11 maggio 2018
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