COMUNE ROVIGO Alessandro Duò, presidente di Asm spa, in consiglio comunale ha relazionato sulla situazione del licenziamento dei dipendenti di Onoranze funebri. Tra le alternative un colloquio con il nuovo proprietario perché li reintegri 

I 4 licenziati, “Asm spa ora non può riassumerli senza commettere illeciti”

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Vendere le quote di Onoranze funebri portava dei vantaggi ad Asm spa secondo Alessandro Duò che dal privato Lorandi aveva ricevuto rassicurazioni sulla tutela dei lavoratori. Tutela che non c’è stata. Cercherà di parlare al nuovo proprietario della societò, Lorandi, per la loro riassunzione 


Rovigo – Il licenziamento dei quattro dipendenti di Asm onoranze funebri è stata una sorpresa anche per Alessandro Duò, amministratore unico di Asm spa, o almeno così dice lui. Giunto in consiglio comunale lunedì 14 maggio ha voluto fin da subito trattare l'argomento sottolineando che “non eravamo a conoscenza di licenziamenti o della riduzione di personale, il sottoscritto non era a conoscenza che Lorandi volesse ridurre il personale. Cosa è successo nei mesi successivi dopo il bando non posso saperlo, le promesse non erano queste. Asm spa attualmente senza commettere illeciti non può procedere all’assunzione di queste persone, qualsiasi assunzione deve infatti seguire la procedura pubblica”. 

Dopo aver ripercorso l'iter che ha portato alla vendita di Onoranze funebri Duò ha assicurato: “Andremo a chiedere alla ditta se sono intenzionati a integrare i lavoratori, e poi faremo una variazione al regolamento che possa prevedere dei punteggi più vantaggiosi per quelle persone che lavorano nel pubblico. Mi dispiace molto per il personale, alcuni di loro tra l’altro li conosco di persona". Poi rivolto ai lavoratori licenziati presenti in consiglio: "Se ci sono gli elementi per impugnare i licenziamenti fate bene a farlo”.

Sono stati i consiglieri di minoranza ad intervenire subito dopo sulla questione, in primis Silvia Menon, dell’omonima lista: “Quello che noi abbiamo sentito è 'non è colpa mia, la responsabilità è di qualcun altro' e questo non va bene. Ricordo ancora quando lei Duò è venuto qui con il piano industriale, partendo con il vento in poppa. Ma perchè avete iniziato con l'idea di una cessione di quote che era la meno garantista? Perchè non mettere in vendita il complesso aziendale? Il bando poi mi ha fatto venire la pelle d'oca perchè non ho mai visto che si venda la società a rate. Un orrore. Inoltre non capisco questo iter di mesi e mesi quando eravate in due persone a discuterne in una riunione in cui lei ha consigliato questa via”.

“Con la Madia non viene trattato il tema di cedere i complessi aziendali - è stata la risposta di Duò –. Ho inserito la vendita nel piano aziendale perchè ritengo sia stato un evento positivo per Asm spa, e poi ho fatto quello che ha deciso il consiglio comunale. I pagamenti li abbiamo messi a rate per evitare che il bando andasse deserto e dunque tutelare anche la nostra azienda”. 

Francesco Gennaro, consigliere del Movimento 5 stelle, si rifiuta di credere che “tra lei Duò, il sindaco e la giunta non ci sia mai stato un colloquio, un parere su come procedere con la vendita ed il bando. Qui c'erano degli strumenti e delle presenze che potevano prevedere questa cosa, in consiglio avevamo paventato il pericolo per i lavoratori, questo tipo di rischio andava previsto prima della vendita delle quote. Esistevano strade diverse che potevano essere percorse e se non sono state fatte è vostra responsabilità”.

“C'era un anno di tempo per poter attuare la cessione e di conseguenza c'era anche più tempo per effettuare il bando - sottolinea Giorgia Businaro del Pd -. Era responsabilità di Onoranze funebri o di Asm spa chiedere maggiori garanzie per i dipendenti? In consiglio la maggioranza ha votato una delibera su rassicurazioni precise da parte dell'assessore Susanna Garbo. Qualcuno disse una menzogna ed ora deve venire fuori chi è stato”.

Duò però molto tranquillamente risponde: “Ero sereno sulla questione perché avevo ricevuto rassicurazioni da Lorandi, ma non le ho diffuse”. 

Ivaldo Vernelli del Movimento 5 stelle evidenzia come il bando sia stato creato su misura per il privato che ha acquistato: “ Mkm srl costituita pochi giorni prima del bando oggi è il liquidazione, voi potevate chiudere la gara prima. Perché poi tutto di fretta? Perché non avete pensato a ipotesi alternative? E' secondaria la dichiarazione dell'assessore, perché c'era la possibilità in sede di assemblea di vendere garantendo il lavoro al personale. In questo errore è stato coinvolto tutto il consiglio comunale. Invito a vedere se il bando possa essere revocato”.

Infine Mattia Moretto, del Pd, conclude facendo presente che ormai l'errore c’è, “ma dobbiamo capire cosa il sindaco vuole fare per i quattro lavoratori. Non so se si sia pensato a qualche soluzione. Avere quattro persone che hanno vinto un concorso pubblico e che sono state a casa dalla sera alla mattina non va bene”.

Marta Bellini 

14 maggio 2018
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