SINDACATI ROVIGO Davide Benazzo della Cgil, presente in consiglio il 14 maggio, vuole dare la propria versione dei fatti che hanno portato al licenziamento dei quattro lavoratori di Onoranze funebri

"Il signor Duò non ha seguito i dettami del consiglio comunale"

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Puntualizza ogni parola detta da Alessandro Duò Davide Benazzo, sindacalista della Cgil di Rovigo, sulla vicenda che ha portato al licenziamento dei quattro lavoratori di Onoranze funebri: dagli incontri avvenuti tra amministratori e sindacati fino all’accordo ed il bando di gara per la vendita delle quote della società 

Rovigo - “Abbiamo ascoltato il signor Duò tracciare un percorso dove ha citato più volte il sindacato, ma al quale la maggioranza in consiglio, malgrado la richiesta avanzata dalla minoranza, ha negato la possibilità di replicare”. La Cgil di Rovigo vuole dare la propria versione dei fatti che hanno portato al licenziamento dei quattro lavoratori di Onoranze funebri, replicando pubblicamente a quanto affermato da Alessandro Duò in consiglio comunale (LEGGI ARTICOLO) dove era presente Davide Benazzo insieme ai 4 lavoratori licenziati per sentire se ci sono soluzioni concrete per il loro futuro. 

“Lui ha citato un primo incontro con i Sindacati a febbraio, omettendo che l’incontro aveva come argomento il premio di produzione e non la vendita, argomento toccato marginalmente e solo alla fine. - esordisce Benazzo - Gli incontri sono iniziati solo dopo che il consiglio aveva deciso la vendita, durante i quali, oltre a ribadire che loro non avevano nessun obbligo o necessità di fare accordi, si voleva semplicemente sancire un passaggio senza problemi, ma vincolare il meno possibile il successivo futuro, i famosi uno/due anni; se guardiamo cosa è successo tra i mesi utilizzati dall’acquirente a verificare la documentazione e il preavviso previsto dal contratto si parlava di assicurare alcuni mesi in più, senza determinare un vero vincolo per chi comprava ed è per questo motivo che non abbiamo accettato. Se noi avessimo accettato l’unico vero cambiamento sarebbe stato che i licenziamenti sarebbero avvenuti pochi mesi dopo ma con il beneplacito del sindacato che aveva sottoscritto l’accordo e che non avrebbe avuto nessuna possibilità poi di contestare la scelta di Asm spa e del Comune. Noi avevamo chiesto una vera tutela perché sapevamo come sarebbe andata e i fatti lo confermano”. 

“Il signor Duò ha dichiarato che non aveva titolo a firmare l’accordo dimostrando che nel girone dantesco dove si trova Pilato di posti a sedere ce ne sono tanti di liberi. Ci spieghi come è possibile che l’azienda potesse firmare un accordo che poi vincolava il capitolato di vendita di una proprietà di Asm spa senza che la stessa ponesse i vincoli e paletti e fosse il vero interlocutore del sindacato? Ci spieghi perché la dottoressa Drago, dopo che non avevamo accettato la proposta, ci ha chiaramente proposto un incontro con lei al quale si è poi sottratto per ben due volte? Ci spieghi perché alla nostra lettera inviata al Consiglio dove vi erano le nostre proposte di accordo e la richiesta di un tavolo aperto anche alla politica ha mandato una risposta a sua firma dove ribadiva che la nostra proposta era inaccettabile e dopo pochi giorni è uscito il bando di gara?”. 

“Lo stesso ha poi citato che alla base dei licenziamenti c’è una crisi aziendale. Dopo due mesi dall’acquisto? Dopo due anni di bilanci positivi? - afferma Benazzo - Il tutto si commenta chiaramente da solo come anche il consiglio di impugnare i licenziamenti quando ben sa che la normativa in questo caso non determina la reitegrazione sul posto di lavoro, ma semplicemente un indennizzo. Licenziamenti sono e licenziamenti rimangono”. 

“Il signor Duò ha inoltre chiaramente e più volte detto che ha eseguito quanto deciso dal consiglio comunale. Diventa allora incomprensibile quanto detto dall’assessore Garbo ma anche dalla maggioranza dei consiglieri. - commenta - Nel precedente consiglio tutti avevano asserito che il voto favorevole era vincolato anche alla prevista massima tutela dei lavoratori. Ci spieghi allora il signor Duò perché nel capitolato di gara redatto da Asm spa e da lei firmatovisto che non era necessario l’accordo, non ha inserito nessuna tutela anche minima per i lavoratori malgrado il mandato del consiglio di tutelare i lavoratori era chiaro fin dall’inizio? Ci dica il Sindaco, l’assessore e i consiglieri, alla luce di quanto sopra, se la vendita è stata fatta in base a quanto deliberato in Consiglio?”. 

“Su una cosa siamo sicuramente d’accordo, il dovere morale di tutti, Asm spa in primis, - conclude - a dare una risposta di lavoro alle 4 persone. Ora però oltre alle parole sarebbe il momento dei fatti”. 
15 maggio 2018
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