COMUNE PORTO VIRO (ROVIGO) L’accordo prevede il versamento di 133mila euro annui, e 970mila euro di arretrati non versati. La prima cittadina: Ho la tranquillità di avere ottenuto il massimo per il mio Comune"

Il sindaco Veronese chiude al meglio la trattativa sull’Ici e Imu con Adriatic Lng

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E’ dovuto intervenire il governo Gentiloni per chiudere i vari contenziosi promossi da Comuni e Province in Italia. Il sindaco di Porto Viro Maura Veronese chiude al meglio la trattativa con Adriatic Lng, proprietaria del rigassificatore off shore al largo di Porto Levante

 
 
Porto Viro (Ro) - Il sindaco Thomas Giacon aveva visto lungo: il terminale offshore di Alng doveva essere inserito nel catasto comunale ed essere assoggettato al pagamento dei tributi, Ici in primis. Nel lungo iter che ha portato all’accordo tra Alng e Comune di Porto Viro ci si è messo anche il Governo con una legge ad hoc promulgata dopo una sentenza sfavorevole ad Eni. Il sindaco Maura Veronese quindi, dopo lunga trattativa è riuscita a portare l’imposta Ici per il terminal dai 6.500 euro annui previsti secondo il calcolo di minima applicando la nuova legge agli attuali 133.000 con circa 1 milione di euro di arretrati visto che dal 2010 Alng non ha mai versato quanto richiesto.
La richiesta record di Giacon aveva infatti trovato la strada sbarrata da parte della società e ne è nato un contenzioso del valore di circa 100 milioni di euro.
 
Caduto Giacon il commissario prefettizio Carmine Fruncillo aveva poi firmato un atto di costituzione del Comune di Porto Viro per gli accertamenti dell’imposta.
 
Nel 2016 poi, in un altro contenzioso, l’assoggettabilità al pagamento dell’Ici delle piattaforme offshore è emersa nel febbraio 2016 con la sentenza della Corte di Cassazione che ha concluso un contenzioso riferito a una piattaforma petrolifera di Eni al largo della provincia di Teramo, ribaltando così il precedente orientamento giuridico sul tema che non prevedeva fino a quel momento l’assoggettabilità dell’imposta. La giurisprudenza in materia trattava comunque di una piattaforma petrolifera e quindi non esattamente applicabile al terminale di rigassificazione, che non è una stazione petrolifera, anche se occupa, come la stazione estrattiva, uno spazio nel mare di fronte alla costa del comune.
 
Nel 2017 il Governo, per mettere la parola fine alle controversie ha quindi promulgata una Legge interpretativa che ha natura decisoria e pertanto valore retroattivo: la legge di bilancio 205 del 2017 che limita la soggezione ad Ici/Imu dei terminali di rigassificazione alla sola porzione del manufatto destinata a uso abitativo e di servizi civili, quindi esclude la superficie dell’impianto industriale, ma tiene conto solo dei limitati spazi “alberghieri” in piattaforma.

Il sindaco di Porto Viro Maura Veronese rende quindi noti i termini degli accordi siglati con Adriatic Lng, “frutto di un intenso percorso di confronto e trattativa con i vertici della società, che ho personalmente curato in questi mesi - scrive in una nota - La
 società Adriatic Lng, ritenendo non applicabili al proprio terminale le sentenze della Corte di Cassazione (quella relativa all’impianto Eni di Teramo), aveva avanzato un ricorso contro l’avviso di accertamento riguardante l’Ici per l’anno 2010, attivandosi in seguito per le dovute verifiche, dal momento che, fino a due anni fa, non era prevista una legge che disciplinasse la materia. La legge di bilancio 205 del 2017 limita la soggezione ad Ici/Imu dei terminali di rigassificazione alla sola porzione del manufatto destinata a uso abitativo e di servizi civili
Le richieste del commissario prefettizio e, sulla stessa strada, gli accertamenti avanzati dalla nostra amministrazione venivano pertanto fortemente limitate dalla norma, per la quale infatti avremmo diritto a percepire soltanto una somma di circa 6.500 euro all’anno”.
 
Senza darsi per vinta Maura Veronese comunica: “Ho quindi intrapreso con determinazione questo percorso di trattativa con i vertici di Adriatic Lng, con il supporto del nostro ufficio tributi diretto da Veronica Bonafè e l’aiuto legale dell’avvocato Zanasi di Reggio Emilia: una trattativa che, con un serio e serrato confronto con la società Adriatic Lng, ha portato ad un accordo che rispetta quanto imposto dalla norma e rappresenta senz’altro un introito ingente per il nostro Comune
L’accordo che ne risulta sarà quindi la spettanza di 133.000 euro all’anno da parte di Adriatic Lng al Comune di Porto Viro, a partire dall’anno di imposta 2010, e a risolvere le contestazioni, gli accertamenti e quanto dovuto per le età pregresse la somma di 970.000 euro”.

Al successo ottenuto dall’amministrazione comunale di Porto Viro la sindaca Maura Veronese non aggiunge altro, soprattutto in riferimento alle pretese iniziali avanzate dal predecessore che sono state cancellate dalla norma votata dal governo Gentiloni. “Mi occupo di Porto Viro, non ho pretese maggiori se non la tranquillità di aver ottenuto il massimo per il mio Comune. Dall’ipotesi di 6.500 euro annui siamo arrivati, di comune accordo, alla definizione dell’importo di 133.000 e 970.000 come annualità non versate. A me basta questo”.
15 maggio 2018
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