BANDO PERIFERIE COMUNE DI ROVIGO Incontro con la proprietà, Cefil e Reale costruzioni, per le modifiche al progetto da presentare a Roma entro l’8 giugno e chiedere una proroga di 60 giorni

Riqualificazione ex Maddalena, cambia tutto, o quasi

Beni Artistici Religiosi Fondazione Cariparo

Il prossimo 8 giugno tanti progetti riceveranno il primo acconto del 20% per avviare i lavori, Rovigo proverà a non perdere l’impegno del finanziamento statale promesso, chiedendo una proroga di 60 giorni per rimodulare il progetto



Rovigo - Cambia tutto o quasi, la speranza, soprattutto dei proprietari, è che non ci si fermi e si arrivi presto al trasferimento di proprietà. Nell’incontro di martedì mattina tra l’avvocatura civica, i legali della proprietà e la banca Crv Cassa di risparmio del Veneto, che non è intervenuta formalmente, è stata affrontata l’annosa questione del deprezzamento dell’immobile per via del residuo di mutuo non ancora interamente restituito alla banca, e la presenza, quindi, dell’ipoteca sull’intero compendio Maddalena.

Se è fuori di dubbio che la banca cancellerà l’ipoteca nel momento in cui verrà pagata, cambiano i dettagli dell’accordo già depositato a Roma e firmato dal primo cittadino di fronte al presidente Gentiloni.

Il valore di mercato del compendio (ovvero fabbricato principale, giardino e pertinenze) Maddalena è circa 4 milioni di euro certificato dalla perizia dell’Agenzia delle entrate, motivo per cui il Comune di Rovigo avrebbe pagato in parte in denaro, ed in parte in immobili in concessione.

Con questa modalità, venne detto ai consiglieri comunali che autorizzarono il sindaco a procedere nel deposito del progetto, si sarebbero risolti svariati problemi: in primis quello del colosso del Maddalena, poi quello dell’area ex Vigili del fuoco, quello di casa Barotto, quello dell’ex forno comunale in piazzetta Annonaria, quello del palazzo ex vigili urbani antistante il Teatro sociale, in quanto, il privato li avrebbe sistemati usando i soldi ricevuti dalla vendita del Maddalena, li avrebbe valorizzati e ne avrebbe avuto la concessione, non la proprietà, per 10-20-30 anni secondo un piano finanziario per ogni singolo immobile.

Bella l’idea, ma da oggi cambia tutto. Probabilmente il privato venderà il Maddalena e rifiuterà gli immobili, perché il compendio Maddalena è deprezzato di circa 2 milioni di euro derivanti dal residuo di mutuo da corrispondere alla Crv, motivo per cui, il Comune non darà in concessione nessun immobile visto che invece di dover pagare 4 milioni in maniera mista, ne pagherà solo circa 2 in maniera diretta.

L’aleatorietà del “circa" non è trascurabile, manca infatti la certezza a quale regime Iva assoggettare il trasferimento di proprietà: 4-10 o 22 per cento? Su questo aspetto il Comune chiederà un parere all’Agenzia delle entrate di Rovigo perché su 2 milioni di euro il 22% equivale a 440mila euro, non proprio spiccioli.

Stando così le cose, trasferendo quindi tutto il compendio Maddalena, senza alcuna riserva per i privati di un piano “nobile” da adibire ad appartamenti, piuttosto che un ristorante, come da idee iniziali, abbandonate, e senza intervenire sugli altri immobili che avrebbero visto il Maddalena come scintilla di una riqualificazione complessiva del centro storico, il Maddalena rischia di diventare un intervento fine a stesso, dal cronoprogramma ancora incerto.

L’attuale proprietà sembra essersi definita fiduciosa in un positivo epilogo, pronta a non guadagnare un euro dalla vendita dell’immobile, in quanto i 2 milioni che verserà il comune di Rovigo finiranno direttamente alla banca Crv che cancellerà l’ipoteca. Di sicuro l’esito sperato li solleverà di un problema, quello della messa in sicurezza e del mantenimento del decoro urbano del complesso che, soprattutto negli ultimi anni, è diventato gravoso ed insostenibile.

L’unica incognita rimasta, ora che il progetto è stato pesantemente ridimensionato, sarebbe per la destinazione d’uso del Maddalena riqualificato. Le ipotesi sono molteplici: trasferirci gli uffici comunali oggi in affitto da terzi, provare a realizzare uno studentato universitario, magari chiedendo aiuto a Fondazione Cariparo, usare gli spazi liberi come aule, trasferirci Asm spa per poi vendere gli spazi di via Dante Alighieri, estremamente appetibili dal punto di vista immobiliare.

Per ora ipotesi, per una amministrazione che, dopo i proclami, si scontra con la realtà e si “rimodula”.

16 maggio 2018
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