EVENTI BADIA POLESINE (ROVIGO) Venerdì 18 maggio 2018 a villa Valente Crocco la conversazione su “Don Milani: tra fedeltà e libertà” con Carlo Folchini

Storia di un prete scomodo 

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La figura di don Milani, educatore, docente, scrittore ma anche presbitero. Un personaggio troppo rivoluzionario per la Chiesa delle fine degli anni ’40. Con il professore Carlo Folchini una conversazione sul tema e sull’importanza che ricoprì nel tempo, alla casa della cultura e legalità di Badia Polesine  


Badia Polesine (Ro) – Il giorno venerdì 18 maggio 2018, alle ore 21, a villa Valente Crocco, casa della Cultura e della Legaltà, intitolata all'appuntato Silvano Franzolin; si terrà una conversazione sul tema “Don Milani: tra fedeltà e libertà”, con Carlo Folchini. Don Lorenzo Milani, nome completo: Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967), è stato un presbitero, scrittore, docente ed educatore italiano. La sua figura è legata all'esperienza didattica nella disagiata scuola di Barbiana nella canonica della chiesa di Sant'Andrea e ad alcuni suoi scritti sui quali si sono innestate aspre polemiche che hanno coinvolto la Chiesa cattolica, numerosi intellettuali e diversi politici; per una di queste, riguardante l'obiezione di coscienza opposta al servizio militare, fu processato, e poi assolto, per apologia di reato. Il suo scritto Esperienze Pastorali, inizialmente dotato dell'imprimatur ecclesiastico, fu oggetto di un decreto del Sant'Uffizio del 1958 contenente la proibizione di stampa e di diffusione e solo nel 2014, dopo 56 anni, la ristampa del libro non ha più avuto proibizione da parte della Chiesa

Il padre era un chimico, con la passione per la letteratura, e si dedicava alla gestione dei suoi possedimenti. La madre proveniva da una famiglia di ebrei boemi che si erano trasferiti a Trieste per lavoro. Nel 1930, a causa della crisi economica, la famiglia si spostò a Milano. Trattandosi di una famiglia comprendente ebrei, il progressivo espandersi in quegli anni dell'antisemitismo e l'ascesa del nazismo in Germania indussero i genitori a cautelativamente contrarre matrimonio con rito cattolico e a battezzare i loro figli. Il crescente interesse di Lorenzo per la liturgia è testimoniato dal fatto che, nell'estate del1942, durante una vacanza a Gigliola, decise di affrescare una cappella; durante i lavori lesse un vecchio messale e si appassionò, come scrisse diciottenne all'amico Oreste del Buono che era stato suo compagno al Liceo Berchet di Milano: "Ho letto la Messa. Ma sai che è più interessante dei “Sei personaggi in cerca d'autore”?". Nel 1943, anche a causa della guerra, Lorenzo lasciò Milano e si trasferì di nuovo con la famiglia a Firenze. Il 9 novembre del 1943 entrò nel seminario di Cestello in Oltrarno. Il periodo del seminario fu per lui piuttosto duro, poiché Lorenzo Milani cominciò fin dall'inizio a scontrarsi con la mentalità della Chiesa e della curia: non riusciva a comprendere le ragini di certe regole, prudenze, manierismi che ai suoi occhi erano lontanissimi dall'immediatezza e sincerità del Vangelo. 

Fu ordinato sacerdote nel duomo di Firenze il 13 luglio 1947 dal cardinale Elia Dalla Costa. Il suo primo, e breve, incarico fu a Montespertoli come vicario in aiuto del parroco locale.

 

 

 

 

17 maggio 2018
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