SERVIZI LENDINARA (ROVIGO) Lavoratori e sindacati chiedono all’amministrazione della casa Albergo di costituire il fondo anno 2017 senza la decurtazione dei 71mila euro e di chiedere la corretta applicazione delle norme in termini di produttività

"Giù le mani dal tagliare il fondo produttività"

Deltablues 2018
Sempre meno lavoratori dipendenti e se non bastasse il fondo del salario accessorio è di 71mila euro più basso rispetto a quello del 2016 e manca una applicazione delle norme in termini di produttività: questo quello che è stato evidenziato nell’assemblea del 22 maggio tra i lavoratori della Casa Albergo di Lendinara e le organizzazioni sindacali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil fpl che chiedono la difesa dei loro diritti 

Lendinara (Ro) - I lavoratori della Casa Albergo di Lendinara e le organizzazioni sindacali di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil fpl si sono riuniti in assemblea martedì 22 maggio per discutere la proposta dell’amministrazione sulla ripartizione delle risorse del fondo salario accessorio del 2017 fatta durante l’incontro di delegazione trattante del 9 maggio.

“Si è discusso del fatto che il direttore Mantovani ci ha presentato un fondo del salario accessorio di 71mila euro più basso rispetto a quello del 2016, - esordisce Cristina Garbin della Uil - motivando che la decurtazione è stata fatta in base a un principio di legge, questo principio di legge però non è più in vigore nel 2017. La legge Madia infatti prevede per l’anno 2017 che non debbano essere fatte le decurtazioni del fondo delle risorse decentrate in caso di cessazione dal servizio del personale, pertanto secondo noi questa decurtazione è illegittima”.

Inoltre i sindacati ed i lavoratori hanno parlato dell’applicazione della parte normativa del contratto decentrato “in particolare della suddivisione della produttività in base a criteri che prevedono una destinazione in percentuale tra produttività collettiva ed individuale. Si è rilevato una errata applicazione del contratto con la conseguenza che il 12% del personale è escluso da qualsiasi compenso di produttività” evidenzia Garbin che si dice molto preoccupata “per la progressiva esternalizzazione dei nuclei e quindi del servizio di assistenza a terzi, quali cooperative e il ricorso al lavoro somministrato. La natura pubblica della casa di riposo secondo me va salvaguardata investendo in assunzione di personale dipendente e invece siamo passati dai 111 dipendenti dell’anno 2014 a 80 dipendenti del 2017”. 
 
I lavoratori a stragrande maggioranza hanno dato mandato alle organizzazioni sindacali di chiedere all’amministrazione di costituire il fondo anno 2017 senza la decurtazione dei 71mila euro e di chiedere la corretta applicazione delle norme in termini di produttività, “ritengo che sia doveroso difendere i diritti dei lavoratori alla salvaguardia delle retribuzioni anche nella parte del salario accessorio”.

 
24 maggio 2018
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