COMUNE ROVIGO Saltato l’accordo con i privati per la riqualificazione dell’ex Maddalena ora si pensa ad una nuova area da sistemare: ex Bonifacio, Genio civile o altro. Partite le pratiche per l’esproprio del parco

Perdere 13,5 milioni di euro, Palazzo Nodari cerca la proroga per un altro progetto

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Nessuna vita per l’ex ospedale Maddalena che continuerà ed essere un edificio degradato in città, mentre in maggioranza si discute di un’alternativa al progetto. L’unica certezza che arriva dal sindaco Massimo Bergamin è quella di procedere con l’esproprio del parco.

Di aree degradate in città ce ne sono parecchie: dalla sede dei vigili del fuoco in viale Oroboni al genio civile, alle scuole Bonifacio, e altre ancora. Un progetto c’è ed è pronto nei cassetti di Urbanistica, l’ex scalo merci che doveva diventare un parcheggio scambiatore (LEGGI ARTICOLO), ma pare un’opzione non presa in considerazione 


Rovigo - “L’ex Maddalena è destinato a rimanere un buco nero della città”. Sembra non esserci nulla da fare per l’edificio degradato più grande della città di Rovigo secondo il sindaco Massimo Bergamin se non tentare di sistemare la parte del parco degradato.

Nella serata di lunedì 28 maggio si è tenuta una riunione di maggioranza nella quale si è proprio discusso di alcune alternative alla riqualificazione dell’ex Maddalena ma di ufficiale non c’è nulla: potrebbero essere le ex Bonifacio, il genio civile o la sistemazione di alcuni degli immobili che sarebbero stati dati ai privati qualora questi avessero concesso il Maddalena.

“Ho dato mandato agli uffici comunali di cominciare le pratiche per l’esproprio e restituire quindi alla città e ai bambini la possibilità di usare l’intero parco dell’ex ospedale Maddalena” spiega il primo cittadino dopo che nelle scorse settimane è saltato l’accordo con i privati per la cessione dell’immobile che avrebbe dovuto essere sistemato grazie ai 13,5 milioni di euro ministeriali (LEGGI ARTICOLO). C’è da osservare che nel contenzioso tra Comune e privati il Tar per due volte ha dato ragione ai secondi, tanto che il 16 maggio del 2012 innalzarono la famosa rete arancio per separare le proprietà (LEGGI ARTICOLO), separazione che portò poi al degrado della parte privata.

Il rischio di perdere i 13,5 milioni di euro a fondo perduto che la presidenza del consiglio dei Ministri ha stanziato per il recupero dell’ex Maddalena, è praticamente certo se entro l’8 giugno non si presenta un nuovo progetto, come spiegato in commissione consiliare (LEGGI ARTICOLO), in questi giorni partirà da Palazzo Nodari una lettera a Roma con una richiesta di proroga: “Non voglio commentare il fatto che il privato si sia defilato dall’accordo, – commenta – non voglio criticare nessuno ma resto comunque basito. Noi comunque stiamo lavorando per andare a Roma a presentare un nuovo progetto per utilizzare i 13,5 milioni che ci erano già stati destinati dal Consiglio dei Ministri. L’esproprio del parco sarà una procedura lunga ma voglio che torni alla città”.

“So che il Maddalena resterà un buco nero ma non ho alcuna intenzione di girarmi dall’altra parte quando ci passo davanti – conclude il primo cittadino – resta un luogo attenzionato dalle forze dell’ordine, sempre oggetto di discussione anche al tavolo sulla sicurezza in Prefettura”. 

 

 

29 maggio 2018
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