BANDO PERIFERIE ROVIGO Il sindaco Massimo Bergamin presenterà un nuovo progetto dal valore di 13,5 milioni di euro che non vede la riqualificazione dell’ex sanatorio Maddalena 

"L’ex sanatorio rimarrà un buco nero della città". Che figura a Roma! 

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Era la più grande opportunità per l’amministrazione e la cittadinanza di riqualificare l’ex ospedale Maddalena, ma alla fine continuerà ad essere un buco nero. L’immobile infatti non fa più parte del progetto che il Comune di Rovigo intende rimodulare a Roma, del bando della aree degradate della presidenza del Consiglio dei ministri. Il Comune si aspettava che il privato accettasse la riduzione quasi del 50% del valore dell’immobile stimato dall’Agenzia delle entrate, ente terzo individuato in sede di convenzione da Comune e privati assieme. Così non è stato. L’amministrazione di Massimo Bergamin ha pensato, in sostituzione, di riqualificare 11,7 km di strade e tre immobili: Casa Barotto, l’ex forno comunale e l’ex comando dei vigili urbani in piazza Garibaldi


Rovigo - Un figurone a Roma per il Comune di Rovigo. Dopo aver “vinto” 13,5 milioni di euro a fondo perduto per la riqualificazione dell’ex ospedale Maddalena, simbolo di un’area degradata, anzi di un intero quartiere che andava salvato con il restauro e la nuova vita del “mostro”, l’ex ospedale non fa più parte del progetto. E’ stato escluso l’ex sanatorio Maddalena nel nuovo progetto che invece propone di sistemare 11,7 km di strade della Commenda, invece dei 5,5 precedenti, e tre immobili comunali. Il proprietario del 50% dell’ex Maddalena, Cefil, non ha fatto alcun dietrofront per cedere l’immobile al Comune a metà prezzo, anzi nella giornata di martedì 5 giugno ha chiesto un’altra volta 3milioni e 900mila euro, cifra che equivale all’accordo depositato alla Presidenza del consiglio dei ministri (LEGGI ARTICOLO). 

Tanta fretta nel redigere un nuovo progetto perché è imminente la scadenza dell’8 di giugno, termine ultimo per presentare modifiche al Ministero. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimo Bergamin ha dovuto inventare un piano B e proprio nel pomeriggio di martedì 5 la giunta ha dato mandato al Rup ed al sindaco di procedere con la rimodulazione del progetto, che sarà inviato tramite pec entro il 7 giugno, così da poter ottenere un incontro con la presidenza del consiglio dei Ministri per avere una proroga sui tempi.

Il nuovo piano da 13,5 milioni di euro prevede un importante intervento di sistemazione delle strade della Commenda, ampliato rispetto al progetto originario, e la sistemazione di tre immobili di proprietà del Comune, già compresi nel protocollo d’intesa con i privati (ora decaduto) anche se in maniera completamente diversa (LEGGI ARTICOLO): Casa Barotto, l’ex forno comunale e l’ex comando dei vigili urbani in piazza Garibaldi.

Nello specifico, come ha spiegato il Rup Ruggero Tezzon, “sono salve tutte le sedi stradali presenti nel progetto originario, ossia via Issicrate Monti, Amos Bernini, Vittorio Frassinella, Francesco Malipiero, Fabio Filzi, viale Europa, piazza Palatucci, via Alfieri e Giovanni Bonifacio le quali verranno integrate con via Bramante, Gramsci, Tasso, Piva, Tisi da Garofalo, Gorizia, Antonietta Garibaldi e tratto di viale della Pace e Silvestri per un totale di 11,7 km, per un valore di 8 milioni e 840mila euro. Non ci sarà solo la sistemazione delle strade, ma anche dei marciapiedi, delle reti fognarie, di linee Enel, della videosorveglianza ed il trasporto dati oltre alla sostituzione di 94 apparati illuminanti”. 

“Per quanto riguarda gli immobili - aggiunge Tezzon - per Casa Barotto si prevede un intervento da 1 milione e 197mila euro per adibirla ad uso commerciale-direzionale; l’ex forno comunale con un intervento da 779mila euro potrà essere adibito a zona residenziale-commerciale ed infine l’ex comando della polizia locale con un investimento da 951.640mila euro potrà avere funzioni di auditorium e sala riunioni”. I soldi rimanenti saranno da attribuire all’iva. 

Il sindaco Bergamin non nasconde come il Maddalena “era e rimarrà un punto nero della città - commenta -. E’ una vergogna che un privato si sia sottratto a bonificare l’ex ospedale ed oggi mi chiede 4 milioni”. Stupisce che il sindaco si stupisca visto che la cifra in convenzione ancora depositata alla presidenza del Consiglio dei ministri indicava una cifra di 4,5 milioni di euro come valore dell’immobile, pressoché confermata dalla stima dell’Agenzia delle entrate a cui va aggiunta l’Iva. Ma Bergamin va avanti col suo discorso: "Pensano che il Comune sia un casinò? Sto vivendo uno stato di prostrazione psicologica e porterò tutti i documenti ai carabinieri. Voglio trasferire questo mio stato d'animo alla città, perché è giusto che tutti sappiano. Sono stati prodotti atti ed era stato fatto un percorso condiviso, ma poi i privati hanno iniziato a chiedere più soldi, ma non si gioca al rimpiattino per una situazione che riguarda tutti, tutta la città".
 Si parla di 1403 documenti prodotti sulla questione.

Infine proprio perché il Maddalena resterà una zona sorvegliata dall’amministrazione il sindaco Bergamin invita “le associazioni, i comitati ambientalisti, i pentastellati a fare una manifestazione, mettiamoci attorno al Maddalena”. Da sottolineare infine che il sindaco ha il mandato del consiglio comunale per la presentazione del progetto per il recupero dell’ex maddalena (LEGGI ARTICOLO) e non d’altro, per il momento.

 
5 giugno 2018
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