VIABILITÀ ROVIGO Per sei mesi in via sperimentale ci sarà il divieto di transito ai mezzi pesanti sopra le 7,5 tonnellate in via dei Mille a Mardimago verso San Martino di Venezze, eccetto per le aziende dei comuni coinvolti più Anguillara 

Pace fatta per la viabilità di via dei Mille. Stop ai tir, eccezione fatta per quelli del territorio 

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Arriva una nuova ordinanza per via dei Mille da Mardimago verso San Martino di Venezze: dopo giorni di monitoriaggio del traffico verrà istituito per sei mesi il divieto di transito ai mezzi pesanti sopra le 7,5 tonnellate eccetto quelli in transito per le aziende di San Martino di Venezze, quelli che si devono recare nel comune e quelli di due aziende di Anguillara. A deciderlo sono stati i Comuni di Rovigo e San Martino di Venezze e la Provincia di Rovigo con il pieno sostegno del comitato Vivi Mardimago 


Rovigo - Comuni, Provincia e comitato Vivi Mardimago questa volta fanno squadra per il traffico pesante di via dei Mille. E’ stato trovato infatti l’accordo, dopo anni di battaglie dei residenti, tra comune di Rovigo, San Martino di Venezze e Provincia che dà avvio a formulare una nuova ordinanza di divieto di transito dei mezzi oltre le 7,5 tonnellate in via dei Mille, solo da Mardimago a San Martino di Venezze. Questa però a differenza della prima che ha visto l’annullamento da parte del Tar, grazie al ricorso delle aziende con il sostegno di Provincia di Rovigo e del Comune di San Martino di Venezze (LEGGI ARTICOLO),  sarà in fase di sperimentazione per sei mesi e varrà per tutti i mezzi pesanti ad eccezione di quelli delle attività produttive di San Martino, di quelli che si devono recare nel comune e i mezzi delle due aziende di Anguillara Veneta. 

“Una disposizione che andrà incontro alle attività di San Martino di Venezze - esordisce il presidente della Provincia di Rovigo - ed alle esigenze dei cittadini di Mardimago. Questa è avvenuta dopo una serie di valutazioni oggettive del traffico nei giorni scorsi che poi sono state confrontate con i rilievi di due e cinque anni fa dove il passaggio del traffico era molto più intenso”. 

L’assessore comunale alla viabilità Luigi Paulon ha spiegato come “successivamente a questa disposizione verranno effettuati ulteriori monitoraggi e verranno verificati i mezzi con l’aiuto della polizia locale per capire se il regolamento verrà rispettato. Non mancherà inoltre l’istituzione dei limiti di velocità della strada e dei rallentatori nelle zone più frequentate”. 

Grande soddisfazione è stata espressa da Vinicio Piasentini, sindaco di San Martino che ha tenuto precisare che “l’amministrazione non si è mai opposta di trovare una soluzione al problema, certo si poteva farlo prima ma non c’è mai stato disinteresse da parte del mio comune per le problematiche sollevate dai cittadini di Mardimago”. 

La scelta è stata avvallata anche dal comitato vivi Mardimago, da sempre in prima fila nel portare l’attenzione il problema del traffico: “Quello odierno rappresenta indubbiamente un risultato storico che segna l'inizio di un'attenzione tangibile - afferma il presidente Giuliano Bernardinello - verso il diritto alla salute ed alla sicurezza dei cittadini, un risultato che premia la determinazione dimostrata, sempre nel solco dell'atteggiamento civile, responsabile, propositivo, dialettico ed aperto al dialogo dei cittadini della frazione di Mardimago. Il Comitato auspica vivamente che questo sia solo il primo passo verso i cittadini da parte delle istituzioni ed altresì si augura un maggiore impiego delle forze dell'ordine per assicurare il rispetto della circolazione stradale soprattutto a partire dalle prossime settimane”. 

Non sono mancati infine i complimenti per “l’egregio lavoro” da parte del consigliere comunale e provinciale Michele Aretusini il quale auspica come si possa continuare in questo percorso ed insistere sulla Bretella San Martino-Villadose “che risolverebbe definitivamente il problema”. Proprio su questo Trombini ha infatti spiegato come al momento “rimanga solo un sogno perché non ci sono i soldi per realizzarla. Il progetto originario costa milioni di euro e quindi ora preferiamo migliorare ciò che abbiamo già”. 


 
6 giugno 2018
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