MOVIMENTO 5 STELLE ROVIGO Cristina Caniato, ex consigliere comunale di Adria, chiede a Ivaldo Vernelli, consigliere del comune capoluogo di dimettersi, che risponde: “Porterò a termine il mio compito”

Richiesta inspiegabile, o forse sì

Deltablues 2018
Pur di governare il Paese, Lega Nord per l’indipendenza della Padania, ma è meglio chiamarla solo Lega, come piace al segretario federale Matteo Salvini, fondatore di un altro partito il 14 dicembre del 2017 (LEGGI ARTICOLO) e Movimento 5 Stelle sono scesi a compromesso, hanno stretto alleanza e si sono promessi amore incondizionato, almeno finché dura. A Rovigo c’era stata una sorta di sperimentazione, fallita quasi subito. Oggi nel M5s Rovigo volano gli stracci. Perché proprio oggi? E perché in maniera così plateale? Sorge il dubbio che la cosa sia legata alla politica nazionale. M5s e Lega devono stringere un accordo anche nel capoluogo polesano?

A Rovigo è miseramente fallito, per manifesta incompatibilità tra le parti, il laboratorio politico che nel 2015 il sindaco leghista Massimo Bergamin aveva aperto con un assessore vicino al Movimento, Andrea Donzelli, ed il consigliere comunale eletto Ivaldo Vernelli, garante politico del collega 5 Stelle Francesco Gennaro ed il consigliere Livio Ferrari.
La politica ambientale di Bergamin, volta prima al contrasto del mercato dei rifiuti speciali tramite la società controllata dal Comune di Rovigo Ecoambiente, da dicembre 2016 invece incentivata, grazie alla nomina del nuovo Cda di Ecoambiente, ha rotto il sodalizio trasformando l’alleanza basata sulla condivisione di valori comuni in contrapposizione dura soprattutto sui modi del primo cittadino, sempre considerati da Vernelli poco trasparenti.
Uscito Ferrari dal consiglio comunale ed entrato un ben più docile Matteo Masin, dipendente di Acquevenete, di cui Bergamin è vicepresidente, un attacco a mezzo stampa l’ha ricevuto Gennaro, con richiesta di dimissioni perché considerato “bugiardo”, un altro attacco, tutto interno al Movimento, volto sempre alle dimissioni l’ha ricevuto Ivaldo Vernelli.

“Un forte dovere morale e politico mi spinge a scrivere questa lettera aperta all’amico Ivaldo Vernelli - scrive Cristina Caniato, una 5 Stelle della prima ora, che ha conosciuto Beppe Grillo -. Nel gennaio 2015 Il Movimento 5 Stelle volava nell’opinione pubblica, ma a Rovigo eravamo in difficoltà nell’individuare una figura con le qualità necessarie per una campagna elettorale”.

“Ivaldo, ci siamo incontrati, mi hai conquistata con un entusiasmo che non ritrovavo da tempo, ti ho presentato al gruppo e ci siamo lanciati - ricorda Caniato che aggiunge - quello fu un mio grave errore di valutazione di cui oggi sento di dovermi scusare con tutti loro, e con quelli che si sentono traditi dalle tue posizioni e che mi hanno fatto decidere di scriverti”.

Caniato ammette di essere delusa del proprio 'abbaglio', e ravvisa nell’agire di Vernelli il modo di chi ha carpito la fiducia degli elettori e degli attivisti per poi tradirla.

“Ho una infinita speranza nel buono che alberga in ogni essere umano, e di avere il piacere di un’ultima azione di vera lealtà verso tutti noi che ti abbiamo dato fiducia - conclude Caniato esplicitando la richiesta - aspetto da te il gesto onorevole di dimetterti”.

Non si fa attendere la risposta del consigliere comunale Ivaldo Vernelli che di dimettersi non ha alcuna intenzione: “Ho già detto più volte che dopo questa esperienza di consigliere comunale che porterò a termine nel rispetto dei valori della Costituzione e del MoVimento - nel quale, nonostante le terribili contraddizioni, credo ancora - non mi ricandiderò più con alcuna forza politica. Quindi l'insinuazione che esprimi obliquamente è sciocca e irrilevante”.

Il motivo per cui Vernelli non si intende dimettere è presto spiegato: “Resto qui a testimoniare le contraddizioni e mi impegno per quanto posso a difendere la trasparenza e l'onestà, valori anche a te cari, in passato.
Ma li difendo anche all'interno di un MoVimento che rivela ogni giorno uno strano miscuglio di ingenuità e fideismo, una devozione supina al capo che non tollera voci discordi e ammette solo i voltafaccia autorizzati da Davide Casaleggio o Rocco Casalino”.
12 giugno 2018
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