GIACCIANO CON BARUCHELLA (ROVIGO) Presente anche Monsignor Marini per la solenizzazione di San Pietro Martire nella frazione 

Una cerimonia molto sentita

Musikè Fondazione Cariparo 730x90 istituzionale - post evento

Un momento importante per tutta la comunità di Baruchella. Alla fine del rito, si è svolta la processione con la statua del Santo Pietro Martire per le vie del centro, accompagnata dalla banda musicale “Bosi” dell’Altopolesine


Baruchella (Ro) - Per la festa di San Pietro Martire, patrono di Baruchella, spostata a domenica 10 giugno, l’amministratore parrocchiale don Stefano Certossi ha fatto le cose in grande, mettendo a frutto la sua conoscenza di Monsignor Piero Marini, già cerimoniere di san Papa Giovanni Paolo II.

L’arcivescovo Marini è stato accolto in municipio dal sindaco Natale Pigaiani col consiglio comunale, alla presenza di autorità civili e militari, rappresentanti dell’Avis e dell’Unitalsi, dopo di che si è formato un piccolo corteo che ha accompagnato in chiesa l’arcivescovo per la celebrazione delle ore 10.30.

In chiesa, oltre ai fedeli e ai rappresentanti  delle associazioni e dei vari gruppi parrocchiali, erano presenti il sindaco Natale Pigaiani, il presidente della Scuola dell’Infanzia Roberto Buoso, il maresciallo Maurizio D’Aniello della stazione Carabinieri di Trecenta, il luogotenente Paolo Valentini di origine baruchellese, il comandante della Polizia stradale di Badia Polesine Claudio Silvestrin.

La messa era resa più solenne dalla presenza delle corali riunite e della Confraternita del Sacramento di San Pietro Polesine. A concelebrare con l’arcivescovo, il vicario generale Don Damiano Furini, il parroco di Badia e vicario di Badia-Trecenta, don Alex Miglioli, Fratel Massimiliano Adami degli Oblati di Milano, l’accolito di Badia Alessandro Ferracin e Don Stefano stesso.

All’omelia, commentando soprattutto il brano del Vangelo di Marco, Monsignor Marini ha paragonato la casa in cui va Gesù a Cafarnao (probabilmente quella di Pietro) con la nostra “casa della comunità”, cioè la chiesa parrocchiale in cui andiamo, o dovremmo andare, tutte le domeniche per nutrire la nostra vita spirituale; la gente andava per ascoltare Gesù e noi chi ascoltiamo? A chi diamo retta in mezzo a tante voci? Ecco ciò su cui riflettere.

Passando, poi, al patrono San Pietro Martire, ha affermato che, con le mutate circostanze, non è più il tempo di andare a caccia di eresie ma di dare testimonianza per essere credibili, come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II.

Alla fine del rito, si è svolta la processione con la statua del Santo per le vie del centro, accompagnata dalla banda musicale “Bosi” dell’Altopolesine.

Alle ore 13 ritrovo nella sala della comunità dove lo staff  dei cucinieri del Circolo Noi “P.G.Frassati” ha allestito un ottimo pranzo. Nell’intervallo, nuovi saluti e nuovi ringraziamenti reciproci e tante foto. A monsignor Marini sono stati consegnati una targa ricordo a nome di tutta l’Unità Pastorale e il libro sulla storia della parrocchia, consegnato dall’autore professor Maurizio Tramarin che l’ha brevemente presentato.

Ricevendo il dono del libro, l’illustre ospite ha ricordato di essere anche lui nato in un piccolo paese dell’Oltrepò pavese, Valverde, risalente a prima del Mille e legato alla venuta in Italia di San Colombano  e ha ribadito l’importanza di conoscere la propria storia, le proprie radici.

 

 

12 giugno 2018
Studio legale Fois 468x60




Correlati:

Deltablues 2018