SERVIZI LENDINARA (ROVIGO) Davide Benazzo della Fp Cgil attacca le scelte del direttore della Casa Albergo “contro" i lavoratori della struttura, “un Robin Hood all’incontrario"

I sindacati non accettano il prendere o lasciare del direttore, l’impugnazione è il prossimo atto

Deltablues 2018

Le risorse economiche invece di essere utilizzate per valorizzare chi assiste gli ospiti vanno alle posizioni organizzative: questo l’attacco della Fp Cgil con Davide Benazzo che attacca l’operato del direttore della Casa Albergo annunciando di impugnare quanto il direttore ha deciso di fare oltre di avviare iniziative sindacali



Lendinara (Ro) - “Ancora una volta presso la Casa Albergo di Lendinara al tavolo delle trattative è andata in onda la solita commedia dove un direttore ha per l’ennesima volta deciso di disinteressarsi di quanto portato dai sindacati e dalle Rsu a nome dei lavoratori, presentando un documento unilaterale con prendere o lasciare”.

Davide Benazzo, della Fp Cgil, fa presente come “il direttore ha deciso, in deroga a quanto prevede la normativa, di ridurre quanto spetta ai lavoratori per un importo pari a 65mila euro, situazione che saremmo anche pronti a valutare con i lavoratori se ciò avvenisse in un contesto strategico dove tutti partecipano per il rilancio dell’Ente ora con un bilancio in negativo, ma, come un moderno Robin Hood all’incontrario, riduce le risorse a chi ogni giorno è vicino agli ospiti, ma aumenta le quote di posizione organizzativa ai suoi luogotenenti di circa 1500 euro. Sarebbe interessante sapere quanto incide sul bilancio dell’Ente la quota che lo stesso percepisce di produttività”. 

La cosa che più fa arrabbiare Benazzo “è che lo stesso giustifica questo ulteriore negativo di bilancio con le assunzioni del personale in somministrazione, i 22 dipendenti, precari tra i precari, ‘utilizzati’ attraverso agenzia interinale, come se fosse normale che parte dello stipendio di un lavoratore potesse essere utilizzato per assumere altri lavoratori. Non contento decide anche, contrariamente a quanto scritto nel contratto integrativo aziendale, come distribuire queste risorse attraverso un’interpretazione unilaterale dell’accordo che da alcuni anni vede completamente esclusi dagli emolumenti parte dei lavoratori. Anche su questo avevamo chiesto di trovare accordo condiviso con una corretta applicazione del Contratto che non vedesse esclusi lavoratori senza una chiara motivazione, senza però trovare possibilità di discussione”.

L’incontro è durato molto poco “dimostrando così la chiara volontà di non avere rapporti costruttivi e dopo un paio d’ore ci è pervenuta una nota dello stesso direttore dove in sostanza dichiara che o si accetta quanto proposto o, in barba anche all’ultimo contratto nazionale da poco sottoscritto, dopo la giornata di oggi l’Ente proseguirà unilateralmente”.

La Cgil darà mandato ai legali di impugnare quanto il direttore ha deciso di fare e, sentiti i lavoratori, decide le iniziative sindacali “sperando che chi ha il dovere istituzionale e morale dia un termine a questa, molto discutibile, gestione dei lavoratori dove le risorse economiche invece di essere utilizzate per valorizzare chi assiste gli ospiti, si spendono in legali a causa dell’impossibilità, unico caso in tutta la provincia, di avere un normale confronto e trovare accordi condivisi con la direzione”.

13 giugno 2018
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