LICEO CLASSICO CELIO ROVIGO La classe che si è diplomata nel 1968 si è ritrovata per una conferenza in Accademia dei Concordi e un momento conviviale ricco di ricordi e aneddoti

Davanti al Celio per i 50 anni dalla maturità classica

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Sono trascorsi 50 anni dalla maturità eppure ad ogni decennale si ritrovano. Un gruppo nutrito di ex ragazzi, appartenenti alla 3A nel 1968, che nell’occasione ha ricordato il passato ma anche riflettuto sul valore degli edifici in relazione alle persone, visto il recente abbandono dello storico edificio che ospitava il Celio (LEGGI ARTICOLO)



Rovigo - È un’occasione molto speciale quella che venerdì 1 giugno ha richiamato a Rovigo, anche da altre città, gli ex-alunni della 3A del liceo classico Celio che hanno sostenuto gli esami di maturità nel 1968. Organizzato con un efficace gruppo whatsapp, l’incontro ha celebrato il mezzo secolo dall’evento con una conferenza nella sala degli Arazzi all’Accademia dei Concordi dedicata alla storia e all’identità del Celio, il più antico liceo di Rovigo, tenuta da Maria Beatrice Rigobello Autizi, già docente di storia dell’arte e oggi scrittrice, che faceva parte della classe. Prima di iniziare è stato fatto un minuto di silenzio in memoria dei tre compagni che non ci sono più, Paola Trivellato, Loredana Cappellozza e Luigi Zambello. 

Parlare del Celio è stata l’occasione per ripercorrere la storia del Celio, rievocandone i presidi, i professori e gli studenti più illustri, e per analizzare le valenze architettoniche dell’edificio e il significato simbolico dei mosaici di Virgilio Milani, posti sulla facciata, dove sono rappresentati personaggi della cultura greca e romana. L’anno scolastico appena chiuso è stato l’ultimo nella storica sede di via Badaloni di fianco al Duomo. Oggi si stenta a guardare il mondo nel suo insieme, a cercare i significati più profondi degli spazi e delle architetture, spesso presi da un funzionalismo che non tiene conto del complesso delle relazioni che un edificio instaura intorno a sé e con i cittadini. E invece sarebbe proprio il momento di farlo, soprattutto per contrastare quella visione della vita che tende solo all’essenzialità del rendimento e all’utilità immediata delle cose spesso senza nessun altro fine. Dimenticando che la cultura di una città, oltre alla creazione del presente, è anche la salvaguardia dei suoi spazi, la conservazione di un’identità e della memoria storica. 

Dopo l’intervento all’Accademia dei Concordi, il gruppo si è recato in via Badaloni, davanti al liceo, per le fotografie di rito e per ricordare i cinque anni trascorsi insieme. La 3A di allora era una classe molto unita, composta da giovani entusiasti, pieni di voglia di fare, che affrontavano il futuro con gioia ed entusiasmo. Il liceo, in quegli anni, era guidato da Maria Gambardella, una preside esigente e famosa per la sua severità, gli studi erano molto impegnativi, i ragazzi entravano a scuola dall’ingresso su via Badaloni, le ragazze, che in terza indossavano ancora il grembiule nero, dalla porta laterale che dava su vicolo Santa Barbara, oggi Samuele Donatoni. Situazioni che oggi fanno sorridere. Eppure gli ex alunni ricordano con gioia quegli anni e, dopo essersi già ritrovati in occasione dei 30 e 40 anni, hanno deciso di festeggiare questi 50 anni dalla maturità.  

La serata si è conclusa con grande allegria al ristorante Alicanto, dove erano presenti Erina Arduin, Livia Avezzù, Gianni Balzan, Paolo Bariani, Vanna Boraso, Fausto Brazzo, Lodovico Giacomello, Giuseppe Maestri, Giorgio Marassi, Sergio Marcassa, Emanuela Pizzardo, Renzo Prudenziato, Maria Beatrice Rigobello, Angelo Sivier, Fabio Tobaldin e Maurizio Tramarin. Prima di salutarsi, però, tutti hanno fatto la promessa di ritrovarsi presto anche con coloro che, per altri impegni, non avevano potuto partecipare all’incontro. 

 

 

 


 
14 giugno 2018
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