Adria esiste fin dal VI secolo a.C. Da piccolo villaggio situato in una posizione strategica, vicino al mare e a contatto diretto con il nord Italia e l’Europa, oggi è la città storica che tutti conosciamo. Il museo archeologico nazionale ne testimonia la grandezza
Intorno c’è un territorio tra i più affascinanti d’Europa: il parco regionale veneto del Delta del Po. Un immenso intrico d’acque e terre, spiagge e lagune compongono un’area naturalistica unica al mondo, da scoprire in auto ma anche in barca o in bicicletta, a cavallo o a piedi.
E’ qui, tra i canneti, in prossimità del mare e dei verdissimi coltivi delle fertili terre bagnate dall’ Adige e dal Po, che affiorano le testimonianze più antiche della “Mesopotamia d’Europa”, come è stato definito giustamente questo territorio. I resti di necropoli etrusche e ville romane ricordano gli antichi abitanti e i frequentatori di questi luoghi: gli Etruschi, i Veneti, i Celti, i Greci e i Siracusani, fino ai Romani. Parlare di Adria significa, infatti, fare un salto indietro nel tempo fino all'età arcaica, fino al VI sec. a.C.. Il Delta, come lo conosciamo oggi, non esisteva. Il mare non distava molto dalla città che era solo un villaggio di palafitte addossato alle rive di in vecchio ramo del Po. Anche Venezia, Ravenna, Ferrara, Rovigo non esistevano, almeno come città, e non esistevano strade per l'accesso all'interno. Sempre sullo stesso ramo del Po, ma piú all'interno, era fiorente già nel X secolo a.C. un altro centro, Frattesina. Ma il piccolo villaggio di Adria era in posizione strategica, aveva il vantaggio di essere situata a breve distanza dalla foce e dal mare e quindi era a contatto diretto con il nord Italia e l'Europa. La sua posizione gli permise presto di assumere un’importanza predominante. Furono i Greci a decretarne il successo. Vi si installarono all’inizio del VI secolo a.C., facendone un emporio commerciale di prim'ordine e punto di smistamento delle merci per tutta la valle padana e oltre. Qui arrivavano i preziosi vasi attici, i prodotti del nord, l’ambra del Baltico. Frammenti di coppe attiche e di un cratere corinzio a figure nere, databili ai primi del VI secolo a.C., testimoniano che Adria fu il più antico scalo commerciale greco nell'Alto Adriatico. Alla fine di quello stesso secolo furono gli Etruschi ad insediarsi nel luogo. Dominavano da secoli il tronco più robusto della penisola. Gli insediamenti di Felsina (Bologna), Marzabotto, Mantova, Modena, Piacenza facevano parte di un disegno strategico teso all'occupazione e all'unificazione della pianura padana. Specie dopo la sconfitta nella battaglia navale di Cuma (474 a.C.) in cui furono respinti nel Tirreno, gli Etruschi si spinsero verso nord alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali. Puntarono allora su Adria, fiorente centro di traffici, e ne fecero l’estremo polo di riferimento nord-orientale. L'importanza che la città assunse in tale zona d'Italia portò come conseguenza che il mare su cui essa si affacciava venne chiamato Adriatico. Con gli Etruschi iniziarono le prime bonifiche delle terre. Fiorì l'agricoltura ed il commercio ebbe un impulso nuovo. In quei secoli prese avvio l'assetto urbano della città e l'organizzazione del territorio. Adria, in cui convivevano in modo del tutto singolare tre grandi civiltà, quella paleoveneta, la greca e quella etrusca, cominciò ad assumere quel ruolo di influenza e di integrazione rispetto ai centri minori del territorio circostante del Basso Veneto e dell'Emilia Romagna, destinato a divenire una caratteristica della storia della città. Ciò valse anche quando, nel II sec a.C. il territorio entrò nell’orbita romana. Basta attraversare le sale del museo archeologico nazionale per comprendere la grandezza nella storia della città di Adria e farsi rapire dal suo fascino eterno. Lo faremo insieme in un prossimo appuntamento.
Micol Andreasi