E voi in quale tipologia di automobilista vi identificate? La domanda non è priva di rilevanza, infatti come è vero che i continui progressi della tecnologia mettono a disposizione dei costruttori un numero sempre crescente di dispositivi utili per la sicurezza attiva e passiva, è altrettanto vero che sulle auto di oggi vi sono anche numerosi gingilli elettronici dedicati al cosiddetto infointrattaiment. A questa rivoluzione vi sono due tipi di reazione; vi è infatti quello che io definisco l’automobilista "essenziale”, ovvero quello che ritiene che l’auto sia solo un mezzo di trasporto utile per andare dal punto A al punto B, che quindi si ribella dinanzi a ciò che ritiene eccessivamente complicato o addirittura superfluo. Vi è poi quello che definisco l’automobilista "tecnologico”, nel quale peraltro mi riconosco pienamente, il quale ha dimenticato o meglio superato la funzione base dell’auto intesa come mero mezzo di trasporto. Quest’ultimo vive l’auto come passione e come fonte di piacere, ed è quindi molto sensibile alla utilità e alla portata che l’elettronica può offrire per migliorare la vita a bordo dell’auto sotto ogni aspetto. E allora per compiacere gli automobilisti tecnologici, e nel tentativo di contaminare gli automobilisti essenziali, analizziamo quali sono le ultime importanti applicazioni tecnologiche legate alle auto. Se fino a pochi anni fa il massimo della tecnologia correlata all’auto era rappresentato dal navigatore satellitare, oggi i dispositivi più tecnologici che vanno ad equipaggiare gli ultimi modelli hi-tech sono i cosiddetti sistemi “predittivi” o “pre-crash”. Si tratta di sistemi di sicurezza attiva che utilizzando il radar, i raggi laser o le telecamere sono in grado di riconoscere preventivamente una situazione di imminente pericolo e decidono quindi, segnalandolo al guidatore, di frenare, fermarsi o modificare la postura degli occupanti. Qualche anno fa Mercedes-Benz esordì con il Distronic ovvero un sistema radar che durante la marcia misura e valuta continuamente la distanza dal veicolo che precede e frena la nostra auto quando si riduce la distanza di sicurezza. Ora sono disponibili sistemi sempre più evoluti come il “night vision” di BMW dove grazie alla continua emissione di raggi infrarossi, in condizioni di scarsa visibilità, viene rilevata e proiettata su uno schermo l’eventuale presenza di persone o animali in prossimità del nostro veicolo. La Volvo poi equipaggia di serie la sua ultima nata XC60 con il City Safety, ovvero un sistema che durante la marcia in colonna fino a 30 km/h, grazie alla emissione di raggi laser, arresta la nostra vettura se quello che ci precede si ferma improvvisamente. Ma vi sono addirittura sistemi avanzatissimi come quello disponibile sulla Lexus LS che, utilizzando anche un radar posteriore, valuta se vi sia il rischio che l’auto che ci segue possa tamponarci. In tal caso il sistema, per scongiurare il rischio di colpo di frusta, avvicina e solleva preventivamente il poggiatesta al capo del guidatore, per riportarli nella posizione originaria una volta che non sussista più il rischio di tamponamento. E se vi sta a cuore la sicurezza potete contare su sistemi attivi che in caso di potenziale incidente grazie ad una serie di servo-meccanismi, tendono le cinture di sicurezza degli occupanti, regolano in modo più opportuno seduta e schienale affinché in caso di impatto le conseguenze negative siano ridotte al minimo (Pre-Safe di Mercedes Benz ndr). Allora, si convertano alla tecnologia anche gli “automobilisti essenziali”, perché è pur vero che l’auto è un mezzo di trasporto, ma è altrettanto vero che quando le innovazioni tecnologiche contribuiscono ad elevare il nostro grado di sicurezza e quello di chi ci sta a cuore, non possiamo non vederle di buon occhio.
Sergio Monaco