
Essere piuttosto che apparire
BULLISMO “Dal banco … al branco”
Secondo l’84% dei ragazzi tra i 15 ed i 19 anni il bullismo non è un fenomeno prettamente maschile, e che per il 22% dei ragazzi i comportamenti trasgressivi servono per entrare a far parte di un gruppo e per il 26% per attirare l’attenzione altrui
Rovigo - E’ stato presentato all’istituto all’ITC “De Amicis” di Rovigo, l’opuscolo contenente gli atti del convegno “Dal banco … al branco” svoltosi in occasione dell’8 marzo scorso. Sono intervenuti l’assessore alle Pari opportunità della Provincia, Guglielmo Brusco, la presidente della commissione provinciale Maria Grazia Avezzù, il viceprefetto Carmine Fruncillo, il tenente colonnello dei carabinieri Andrea Firrincieli, i presidi Giuseppina Papa dell’istituto De Amicis e Dario Quaglio del Roccati. Ma soprattutto c’erano gli insegnanti e gli studenti che hanno affrontato un argomento delicato e spinoso come quello del bullismo e della violenza di genere. Erano presenti le classi di IV e V con indirizzi di studio diversi. I lavori svolti dai ragazzi ed ai quali aveva partecipato anche la giornalista e scrittrice Marida Lombardo Pijola, autrice del libro “Ho 12 anni faccio la cubista, mi chiamano principessa”, sono stati raccolti in un piccolo libretto. L’opuscolo riporta anche i dati di un questionario distribuito proprio in quell’occasione agli studenti. Dal questionario emerge per esempio che secondo l’84% dei ragazzi tra i 15 ed i 19 anni il bullismo non è un fenomeno prettamente maschile, e che per il 22% dei ragazzi i comportamenti trasgressivi servono per entrare a far parte di un gruppo e per il 26% per attirare l’attenzione altrui. Un altro dato che emerge è che al 47% dei ragazzi capita l’occasione di bere sostanze liquorose, il 33% beve birra, il 20% preferisce il vino. Il 38% dei giovani ha un computer nella sua stanza. Un questionario che invita a riflettere, come ha detto la preside Giuseppina Papa. «Svolgiamo questi incontri - ha detto Brusco – per cercare di dialogare più possibile con voi ragazzi. Vogliamo insegnarvi a fare prevalere in voi la logica dell’essere piuttosto di quella dell’apparire, che è quella che il modo di pensare odierno impone».
«Dovete aiutare anche gli adulti a cambiare il modo di pensare – ha detto invece Fruncillo – dovete sempre chiedervi: se quello che viene fatto all’altro venisse fatto a me?».
Per l’ufficiale dei carabinieri Firrincieli, che ha portato all’attenzione dei ragazzi alcuni casi di cronaca riguardanti atti di bullismo e di violenza giovanile: «Rispetto e buon senso sono le scarpe che voi giovani dovete indossare per camminare nella strada della vita ed amore e speranza devono essere la vostra energia». Infine il preside Dario Quaglio, secondo cui: «La scuola non è scuola se non ricava al proprio interno spazi in cui i ragazzi possano pensare al loro progetto di vita. Progettando la nostra vita – ha concluso – permettiamo ad essa di fiorire e permettiamo di fare fiorire anche quella degli altri».
L’opuscolo è stato realizzato grazie al contributo della Consigliere Provinciale di Parità Anna Maria Barbierato.