Rovigo Oggi

Superate le aspettative dei visitatori

CULTURA Il resoconto della mostra Art Deco ospitata al palazzo Roverella di Rovigo




Presenze record per la mostra di Palazzo Roverella che ha raggiunto traguardi ben al di sopra delle più rosee aspirazioni di organizzatori e finanziatori



Rovigo - 43.293 visitatori, una cifra che ha senz’altro superato le aspettative di chi il 31 gennaio 2009 apriva le porte del Roverella per dare il via alla sua nuova mostra, Decò Arte in Italia 1919-1939. Sono stati gli stessi organizzatori dell’esposizione, Comune di Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Accademia dei Concordi, ad annunciarne questa mattina il risultato straordinario. Decò segna il picco positivo di un trend in salita esponenziale partito dal 2006 con Le meraviglie della pittura fra Venezia  e Ferrara, continuato l’anno successivo con Mario Cavaglieri ed esploso col successo del 2008 di Belle Epoque Arte in Italia 1880-1915, addirittura superato poi dal risultato di Decò.
Brinda al successo del Roverella Antonio Finotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, i numeri parlano chiaro: 43.298 i biglietti staccati per Decò, altri 13.358 per la sezione staccata Giò Ponti in casa Palladio di Fratta  Polesine, 230 i gruppi registrati agli ingressi del Roverella, 84 quelli in visita al Giò Ponti di Fratta, 33 i laboratori didattici organizzati sempre in casa Palladio. I conti sono presto fatti: sono stati 131.578 i visitatori del ciclo espositivo ospitato al Roverella dal 2006 al 2009, di questi 91.578 solo per le ultime due mostre. Un successo garantito anche dalle numerose attività collaterali che hanno saputo coinvolgere il pubblico in una serie di momenti di approfondimento, di discussione, di studio, e naturalmente di incontro: Finotti ricorda nomi di autorevoli relatori come Vittorio Sgarbi, Beatrice Buscaroli, Paolo Nicolosi e Valeria Palumbo, intervenuti nel ciclo di conferenze, ancora momenti di convivialità e di godimento di quell’atmosfera raccontata dalle tele come i concerti del Rovigo Jazz Club e le serate di musica da Camera.
Si è annunciato oggi un risultato che perciò va oltre il successo delle mostre: rappresenta una vittoria sociale, culturale ed economica per Rovigo, che ha saputo in questi anni rilanciare la sua attività risvegliando l’interesse cittadino, affermandosi nel territorio regionale e richiamando l’attenzione del pubblico dell’intero Paese. “Le esposizioni del Roverella sono state occasioni per mettere in rete realtà territoriali di pregio: dalla città di Rovigo, al Comune di Fratta, all’intero Delta del Po - afferma il sindaco Fausto Merchiori - abbiamo osservato con soddisfazione la meraviglia, lo stupore, la sorpresa di chi non conosceva né Rovigo né il Polesine”. Un operazione di rilancio culturale che è andato dalla piccola alla grande scala, partendo proprio dalla bella sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, Palazzo Roverella, “un patrimonio culturale, una prestigiosa sede d’arte,  che possiamo ritrovare oggi come rodigini dopo gli anni di decadenza in cui il palazzo è vissuto prima del recente restauro” aggiunge il sindaco. Roverella oggi è sinonimo di arte, di cultura, di rinascita per una Rovigo che cresce, che vuole crescere.

Arianna Piva