Livio Ferrari, garante delle persone private della libertà del Comune di Rovigo e Tiziana Virgili, presidente della Provincia hanno incontrato i detenuti del carcere di Rovigo per dare un segnale di attenzione e solidarietà alle persone recluse
Rovigo - Mentre i cittadini sono per lo più in vacanza, i detenuti del carcere di Rovigo hanno ricevuto la visita di Livio Ferrari, garante delle persone private della libertà del nostro Comune, e di Tiziana Virgili, presidente della Provincia. L’incontro è avvenuto domenica 16 agosto: con Ferrari e Virgili anche il vice comandante. I detenuti, in questo periodo di sovraffollamento e per molti di ferie, hanno detto di attendersi "soluzioni immediate per evitare, soprattutto in questo contesto, esplosioni comportamentali che sin qui, sia i ristretti che la polizia penitenziaria con grande senso di responsabilità hanno saputo gestire, con collaborazione e tolleranza per tutti gli aspetti deficitari del carcere". Ferrari ha riferito che a Rovigo, come in molti istituti d'Italia, una particolare attenzione deve essere riposta all'aspetto salute, alimentazione, condizioni igienico-sanitarie.
A Rovigo erano presenti 125 detenuti, 93 nella sezione maschile e 32 in quella femminile, a fronte di una capienza normale di 32 + 30 posti e tollerabile di 45 e 35; e questi hanno fatto presente come "nelle carceri ci sono tante persone che potrebbero e vorrebbero essere impegnate in qualcosa di utile ma non ci sono realtà, purtroppo, che in questo momento di crisi economica dedichino molta attenzione a questo mondo, anche se una vera rieducazione, riabilitazione e prospettive certe per un futuro ritorno nella realtà libera passano attraverso il lavoro".
Ferrari ha visto "dei detenuti coscienti dei loro errori ma stanchi di restare in una cella inutilmente, senza servire a nessuno, neppure a loro stessi”. Pertanto chiede “che questo Parlamento superi i proclami inutili e demagogici come quelli della costruzione di nuove carceri o l'assunzione di altre migliaia di agenti penitenziari, perché in Italia ci sono diversi istituti penitenziari nuovi terminati ma che non possono essere aperti per mancanza di organizzazione e personale, oltre tutto mal distribuito. Basterebbe modificare due leggi e il nostro ritornerebbe ad essere un Paese civile”.
"E' ora di finirla di gridare alla sicurezza sulla pelle delle persone, soprattutto quelle immigrate e più povere, - ha concluso Ferrari - quando anche le forze dell'ordine hanno detto con chiarezza che i reati sono in calo, ma l'allarme che una parte del mondo politico vuole lanciare a tutti costi è umiliante e calpesta i diritti delle persone. E' giunto il momento che tutti coloro che credono ancora in uno Stato di diritto, laici e cattolici, si muovano e diano un segnale forte di attenzione sociale alle persone più in difficoltà, senza sconti per nessuno, neanche per chi sbandiera certi slogan solo per interessi personali".
A conclusione della visita alla Casa circondariale, la presidente di Palazzo Celio ha offerto a tutti i ristretti e agli agenti di polizia penitenziaria in servizio un gelato.