La nuova norma anti clandestinità, in vigore dall'8 agosto, impone la regolarzzazione dei collaboratori domestici di cui tante famiglie italiane si avvalgono per l'assistenza agli anziani e ai malati. Sos cittadino spiega secondo quali condizioni sia necessario mettersi in regola
E’ entrata in vigore l’8 agosto scorso la legge n. 94/2009 che, oltre ad introdurre nel nostro ordinamento una nuova fattispecie di reato (il reato di clandestinità), ha introdotto una normativa che potenzialmente mette in pericolo la preziosa presenza delle badanti presso le famiglie italiane.
Ora, è noto che chi presta attività di badante, nella maggior parte dei casi, si trova in una condizione di “irregolarità”. Una condizione giustificata dal fatto che la badante svolge la sua attività di cura e assistenza presso una famiglia che ha, per così dire, bisogno di conoscerla, capire se è all’altezza del delicato compito che le è affidato, se ha empatia e sensibilità verso il suo assistito e la competenza necessaria per affrontare l’handicap e la malattia. Insomma, per la badante un periodo di irregolarità è, per così dire, fisiologico e connaturato al tipo di attività che va a svolgere.
La nuova normativa introduce appunto delle restrizioni in tal senso mettendo in gravi difficoltà non solo quei cittadini, soprattutto extra Ue, che prestano la loro attività in famiglia, ma anche le stesse (e tante) famiglie italiane che si avvalgono della loro attività di assistenza a parenti malati o di lavoro domestico.
Ma come si può fare per regolarizzare una badante?
Occorre avvalersi della procedura di regolarizzazione che prevede la presentazione della dichiarazione di emersione fra il 1° e il 30 settembre 2009. E’ importante ricordare che con false dichiarazioni di emersione si rischiano fino a sei anni di carcere.
Tale procedura comporterà il pagamento di un contributo forfetario di 500 euro per ogni lavoratore – non deducibile ai fini dell'imposta sul reddito -, considerando altresì i limiti minimi di reddito per il datore che regolarizza il lavoratore in nero.
Tali limiti sono stabiliti in un reddito annuo non minore di 20 mila euro, se in casa c'è una sola persona che guadagna, non inferiore ai 25 mila euro se i percettori di reddito sono due o più. Inoltre, ogni nucleo familiare può regolarizzare al massimo tre lavoratori: una in caso si tratti di una colf, due se sono badanti che accudiscono persone la cui autosufficienza e' limitata da malattie o handicap. Devono anche esistere requisiti specifici per essere ammessi alla regolarizzazione. Colf e badanti devono svolgere le loro mansioni almeno dal 1° aprile di quest'anno.
Possono essere regolarizzati anche quanti siano stati precedente espulsi perché senza un titolo valido di soggiorno, ovvero per mancanza del permesso o per il suo essere scaduto.
La regolarizzazione non potrà, invece, essere concessa a quanti siano stati precedentemente espulsi per ragioni di ordine pubblico o di sicurezza o terrorismo, né a quanti siano stati condannati per reati che prevedano l'arresto in flagranza, anche se la condanna è solo in primo grado.
Un’ulteriore precisazione che può rivelarsi utile per tutti coloro che abbiano presentato domande in relazione al decreto flussi 2007/2008: tali domande decadono automaticamente con possibilità di presentare una nuova domanda.
In ogni caso, a domanda presentata, non potranno essere comminati provvedimenti di espulsione, in attesa del completamento degl'iter.
Angela Trombini
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