Si avvicina la data della festa rossoblu (domenica 6 settembre, stadio Battaglini, ore 21): facciamo un bilancio delle novità organizzative della società del presidente Susanna Vecchi
COMUNICAZIONE E STAMPA
Il 29 luglio il neo responsabile comunicazione Enrico Borra affermava che “ogni giorno invieremo due comunicati stampa per tenere informata la città e gli sportivi della vita societaria e della squadra”. Al momento la routine press è ancora da attivare, del resto siamo a fine estate e forse argomenti non ce ne sono poi così tanti, a parte la definizione del main sponsor Zambelli, mai comunicato, gli ingaggi di Pratichetti, Sartoretto, Lucchese, Bocchino, Ravalle, mai comunicati; i “tagli” di Sclosa, Ambrosio, Baldo mai comunicati; il raduno di Tarvisio, mai comunicato.
Ma c'è un aspetto nuovo davvero inquietante e cioè che a fronte della necessità di ricucire i rapporti con la stampa locale, da sempre difficoltosi per la società di viale Alfieri, la risposta è stata, purtroppo, alimentare la conflittualità.
IMMAGINE
Il neo direttore generale Antonio Pagano, giustamente, tiene in grande considerazione l'immagine della società e l'immagine del prodotto rugby Rovigo, come l'ha definito da noi intervistato. Come dargli torto? Certo che questi primi mesi sta affrontando fatiche che farebbero impallidire Maciste. La prima assemblea dei soci è stata ben gestita in termini formali, cioè niente contestazioni plateali o richieste di azzeramento delle cariche o dimissioni accettate, eccetera, ma in termini sostanziali è stata una presa in giro dei soci e della città. Vale la pena ricordare che la rugby Rovigo non è di un presidente o di un CdA, è un patrimonio storico e sportivo di una città e chi ne assume incarichi dirigenziali ha un dovere di trasparenza insito in questo dato di fatto.
Un'assemblea pubblica che non presenta i conti, in cui non si sa l'entità del debito, in cui si rimanda ad una data incerta la risoluzione di problematiche tecniche ma comunque decisive per l'assetto sociale è una finta assemblea pubblica e l'immagine che ne è scaturita non è davvero esaltante. La prova è stata la notizia dell'abbinamento con Femi-Cz esattamente il giorno dopo l'assemblea, nella quale nulla, ma proprio nulla (se non un generico ringraziamento per “meriti storici” a Francesco Zambelli) era stato detto a proposito.
ABBONAMENTI
La gestione degli abbonamenti presenta vari problemi. La numerazione dei posti a sedere, assolutamente inutile per le tribune rodigine, data la mobilità del tifoso rossoblu e l'impossibilità italica di riempire gli stadi di rugby, crea invece il disagio di potersi trovare a fianco persone indesiderate con cui guardare le partite. Tra l'altro chi chiede di prenotare dei posti numerati proprio per cercare di ovviare a questa possibilità, si sente rispondere che l'acquisto tramite internet del biglietto o dell'abbonamento va a sovrapporsi alle vendite di segreteria.
MASCOTTE
“Il Bersagliotto” doveva uscire, a sorpresa, la sera della festa rossoblu, ovvero domenica prossima. La riservatezza sulla mascotte (che noi di Rovigoggi.it conoscevamo già da giugno ma abbiamo taciuto per rispetto delle intenzioni) è durata meno di un mese. La mascotte l'aveva già ideata a suo tempo Giancarlo Checchinato, era il “Bersagliere”, ma problemi di copyright con l'esercito avevano bloccato l'idea. Francamente, l'orso, oltre a non aver niente a che fare con la attuale fauna locale, come figura animale simbolica non ha niente a che vedere con le qualità sportive tradizionalmente interpretate dalla squadra rodigina sia nel passato, sia nel presente.
L'orso è un animale possente, forte, che suscita forza, sicurezza, fermezza al limite della scontrosità. Mai simpatia, se non nell'immaginario dei cartoni, da Napo Orso Capo a Yoghi. Ma il rugby a Rovigo è stato altro: spavalderia, furbizia, aggressività ruvida, abilità e agilità, sapienza strategica. La potenza si espresse nella cosiddetta “prima generazione rossoblu”, quella dei Guandalini, Navarrini, Battaglini, tanto per così intenderci e comunque soprattutto a livello della mischia. Vale la pena ricordare lo splendido gioco che il Rovigo di Julienne Saby (“l'avventura comincia all'ala” amava ripetere il maestro Saby) faceva nel vincere lo scudetto a Brescia nel 1976 e e ricordare che il Rovigo ha conquistato i suoi due ultimi scudetti come “Nelson con le sue veloci caravelle sconfisse i pesanti galeoni spagnoli a Trafalgar”, per citare le parole di un certo signor Egnatius Endrik Botha.
L'orso non rispecchia la storia tecnica della rugby Rovigo, né passata, né recente.
RAPPORTI COI TIFOSI
La Posse Rossoblu sta attraversando un momento di riorganizzazione. Che ci fosse aria di maretta col tifo organizzato era noto, del resto non è un'opinione di chi scrive, bensì di Zambelli stesso che il 2 agosto ha dichiarato, a margine del suo rinnovo di sponsorizzazione al Rovigo “spero riusciremo a riprendere il feeling interrotto coi tifosi”. Una parte della tifoseria, critica nei confronti di viale Alfieri, sembra emarginata e ora le Posse Rossoblu hanno ottenuto condizioni molto vantaggiose per i propri soci grazie alla rinnovata trattativa con la dirigenza. Intanto però, contrariamente all'anno scorso, nessun tifoso è andato al raduno di Tarvisio per salutare i giocatori e assistere agli allenamenti.
GLI AMICI
La società è liberissima di scegliersi i collaboratori che ritiene opportuni, si giudicherà a fine anno dai risultati ottenuti. Rispetto all'anno scorso la gestione del sito internet è passato da un rodigino ad una ditta, Sigla.com, vicina a Pagano; le riprese del “video emozionale”, durate mezza giornata sono state affidate a tecnici di Reggio Emilia e Parma, professionisti di fiducia di Pagano; il responsabile comunicazione, Enrico Borra, è stato scelto non solo per le proprie qualità professionali, ma anche perché Pagano è un collaboratore della rivista Rugby Magazine! (che verrà distribuita allo stadio Battaglini nelle partite casalinghe ed è nel pacchetto abbonamento). Cambierà anche lo speaker del Battaglini, ma non tornerà il rodigino Saverio, quel Girotto speaker della nazionale di rugby, bensì un professionista dal mondo del beach volley.
A lungo andare, conoscendo la suscettibilità dell'ambiente, scegliere tanti amici e amici degli amici renderà difficile farsene di nuovi in città. Diciamola tutta: a Rovigo nessuno ha niente da insegnare sul piano tecnico e tecnologico. Basta guardarsi attorno senza pregiudizio. Comprendiamo l'esigenza di avere vie preferenziali e rapide per le decisioni operative, però il rischio di suscitare antipatie è forte.
Alberto Guerrini